Il lutto
Vaccini simulati, confermata la condanna al medico no-vax Federico Calvani
Pistoia, oltre cinque anni per i green pass fatti ottenere illegalmente: i giudici fiorentini hanno respinto in toto la tesi del nuovo difensore dell’imputato
PISTOIA. Cinque anni, tre mesi e dieci giorni di reclusione. La corte d’appello ha confermato la condanna che, il 27 giugno dello scorso anno, il gup del tribunale di Pistoia aveva inflitto a Federico Calvani, il 67enne ormai ex medico di famiglia della Montagna pistoiese finito agli arresti domiciliari il 31 dicembre precedente per aver fatto ottenere illegalmente il green pass a decine di persone attraverso vaccinazioni simulate.
I giudici fiorentini hanno respinto in toto la tesi del nuovo difensore dell’imputato, l’avvocato genovese Marco Mori, che ha impostato la propria arringa su motivazioni prettamente ideologiche, sostenendo la nocività del vaccino e giustificando perciò con un presunto stato di necessità il comportamento del proprio assistito, volto unicamente a salvaguardare i suoi pazienti da un male certo, nonché dalle limitazioni al loro diritto alla mobilità e al lavoro. Beni questi ultimi, come contestato anche dalle parti civili, giuridicamente non tutelati dallo stato di necessità, principio che viene preso in considerazione unicamente nel caso di grave pericolo per la persona (come la legittima difesa in caso di pericolo di vita).
Fatto sta che la corte ha condannato l’imputato ance al pagamento delle spese processuali alle parti civili (1.500 euro ciascuna). Le motivazioni della sentenza saranno depositate fra novanta giorni.
Le accuse contestate al medico (sospeso dall’ordine) sono quelle di falsità, truffa al sistema sanitario nazionale, peculato e omissione di atti d’ufficio. Tra gli 81 capi d’accusa nei suoi confronti ve ne sono anche due per il reato di corruzione. La procura gli ha contestato di aver intascato 50 euro in un’occasione e 40 in un’altra da tre pazienti mai vaccinati dei quali aveva inserito i dati nella piattaforma regionale per il rilascio dei green pass.
Una pena più pesante rispetto a quanto aveva chiesto il pubblico ministero quella comminata in primo grado dal giudice dell’udienza preliminare di Pistoia, di fronte al quale, nel giugno 2022, era stato celebrato il processo con il rito abbreviato. La pm Linda Gambassi aveva chiesto la condanna a 4 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione, risultato dello sconto applicato sulla pena base previsto dal rito alternativo chiesto dall’imputato.
Il gup aveva inoltre riconosciuto una provvisionale di 20mila euro a ciascuna delle tre parti civili che si erano costituite in giudizio: l’Asl Toscana centro, l’Ordine dei medici di Pistoia e, infine, assieme, presidenza del consiglio dei ministri e ministero della Salute.
L’Ordine dei medici, rappresentato dall’avvocato Andrea Niccolai, si era costituito parte civile per il danno d’immagine patito. Ritenendo che il dottor Calvani, con la sua condotta, abbia innanzitutto violato una serie inenarrabile di regole deontologiche e, inoltre, ostacolato la campagna vaccinale che l’Ordine stesso aveva intensamente sostenuto. Mettendo in pericolo la salute pubblica consentendo a soggetti non vaccinati di accedere alle strutture per le quali era obbligatorio il green pass. Soddisfatto l’avvocato Niccolai per la conferma della sentenza: «Queste condotte scellerate sono state sanzionate».
Legate al danno d’immagine anche la costituzione di parte civile del ministero della Salute e dell’Asl Toscana centro, che rivendicava però anche un danno patrimoniale, derivante dal fatto che al medico erano state pagate delle prestazioni non effettuate e dalle dosi di vaccino da lui distrutte.
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