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Pistoia, nel 2022 sfratti cresciuti del 207 per cento in provincia
Il grido di allarme del Sindacato inquilini: la provincia di Pistoia è inoltre penultima in Toscana per quanto riguarda la dotazione di alloggi popolari
PISTOIA. Lo scorso anno, quella di Pistoia è stata la quarta provincia in Toscana per numero di sfratti: 271 quelli eseguiti, con un aumento del 207%, e 778 le richieste di esecuzione presentate agli ufficiali giudiziari, con un incremento del 289% rispetto al 2021. Il grido di allarme è quello del Sunia, il Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari, che valuta i dati emersi dal report del ministero degli Interni 2022.
«La nostra Provincia è la quarta in Toscana per numero di sfratti eseguiti e per richieste di esecuzioni, ed è al penultimo posto per dotazione di case pubbliche(Erp) – lamenta il Sunia di Pistoia – Come avevamo ampiamente denunciato a più riprese questi dati sono frutto della totale assenza di politiche di sostegno alla locazione, alle quali dovremo aggiungere l’aggravante dell’azzeramento del Fondo sostegno all’affitto operato dal governo Meloni e il taglio del Reddito di cittadinanza che prevedeva una integrazione per i cittadini in affitto».
Che a Pistoia la situazione sul fronte casa sia problematica, lo dimostra il numero delle domande per il contributo all’affitto 2022: 603, con un fabbisogno stimato di 1.391.269 euro e un’erogazione di 590.976 euro.
«Nel 2023 i cittadini pistoiesi rischiano che al danno (taglio dei fondi contributo affitti) si unisca la “beffa”. Infatti nonostante lo stanziamento del Comune di Pistoia con risorse del proprio bilancio, i richiedenti rischiano che l’importo del contributo affitti che potrebbe essere erogato loro sia minore di quanto gli stessi potrebbero “recuperare” nella propria dichiarazione dei redditi, visto che contributo affitti e detrazione fiscale sono incompatibili fra loro. I soggetti maggiormente penalizzati potrebbero essere i giovani precari con meno di 31 anni con redditi al di sotto di 15.493 euro. Possono “recuperare” infatti nel 730 fino al 20% del canone di locazione, fino ad un massimo di 2.000 euro».
L’emergenza abitativa pistoiese si sostanzia anche in altri numeri:la provincia ha solo 2.178 case popolari, al penultimo posto per dotazione di Edilizia residenziale pubblica.
«Tra l’altro – aggiunge il Sunia – 231 abitazioni sono sfitte, vuote, in attesa di ristrutturazione».
Le prospettive per il 2024 sono ancora più nere: «Il rischio è di trovarsi con centinaia di famiglie con lo sfratto esecutivo per morosità è concreto anche alla luce del taglio del Fondo sociale per fitto e del Fondo morosità incolpevole deciso dal governo».
Il sindacato chiede quindi la convocazione del tavolo di concertazione sull’emergenza abitativa della prefettura, per assicurare il “passaggio da casa a casa” per soggetti in precarietà abitativa sottoposti a procedure di sfratto. Inoltre, chiede di favorire il reperimento sul mercato privato di alloggi da destinare al canone sostenibile mediante progetti che prevedano un sistema di garanzie per i locatori, nonché l’azzeramento degli alloggi di case popolari vuoti (oggi 231 in provincia) anche mediante la sottoscrizioni di accordi con i nuovi assegnatari.
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