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Pistoia, luogotenente in pensione muore d’infarto a 59 anni
Stefano Cianni è stato al nucleo investigativo provinciale per 14 anni: «Nelle grandi indagini c’era sempre la sua firma»
PISTOIA. Era in pensione da giugno del 2021, dopo 38 anni nell’Arma dei carabinieri e al servizio dei cittadini, quasi tutti a Pistoia e di cui gli ultimi 14 nel nucleo investigativo del comando provinciale. Ultimamente si era appassionato al golf e si godeva il meritato riposo, un tempo spensierato che purtroppo un malore ha interrotto sul nascere.
Si è spento nella notte tra mercoledì e ieri Stefano Cianni, 59 anni, luogotenente con carica speciale originario di Fratte Rosa (Pesaro Urbino) e pistoiese d’adozione, visti gli incarichi ricoperti sul territorio fin dal 1987. In serata Cianni, nella propria abitazione, si era coricato sul divano a guardare la tv, ma in piena notte, non vedendolo arrivare a letto, la moglie si è alzata per cercarlo. E arrivata in salotto ha assistito a quello che non avrebbe mai voluto vedere: trovando suo marito sul divano senza vita, a causa di un infarto che lo avrebbe colpito nel sonno. Una notizia che ha destato sconforto in tutti i numerosi colleghi con cui il luogotenente ha condiviso le varie tappe del proprio cammino e che ne hanno potuto apprezzare le doti sia professionali che umane. Una lunga carriera costellata di riconoscimenti e incarichi di prestigio, iniziata nel 1983 alla stazione carabinieri di Rimini Miramare e proseguita, dopo aver frequentato dal 1985 al 1987 il corso sottufficiali, alla stazione di Pistoia e al nucleo operativo. Nel 1990, l’assegnazione alla sezione di polizia giudiziaria della procura, da poco istituita, di cui, nel marzo del 1996, dopo una parentesi al comando della stazione di Montale, divenne il responsabile. Dal 2002 al 2007, il comando dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Pistoia e, infine, dal 2007 fino al 2021, il servizio al nucleo investigativo del reparto operativo. E nel dicembre 2019, l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica.
«Aldilà dei rapporti gerarchici, per me Stefano era prima di tutto un amico – il commosso ricordo del colonnello Lino Addis, per anni a capo del reparto operativo provinciale di cui fa parte il nucleo investigativo –. Abbiamo condiviso 10 anni a stretto contatto, un periodo molto bello anche grazie a lui. Perdiamo una persona per bene, tenace, preparata, appassionata del suo lavoro, un grande professionista dall’energia contagiosa e trascinante. Nelle attività investigative provinciali c’era sempre la sua firma, per intuizione, lucidità richiesta da indagini complesse e una visione che non tutti hanno. Ma so che ovunque sia stato ha lasciato una grande impronta. La notizia ci ha lasciati sgomenti anche perché non aveva mai avuto problemi rilevanti di salute. Noi ex colleghi e amici ci stringiamo alla famiglia, ricordandolo con grande affetto». Stefano Cianni lascia la moglie Ornella, insegnante, la figlia Alice, editor presso Giunti a Firenze, il fratello Daniele e il padre. Per sua espressa volontà, i suoi organi verranno donati. La salma sarà esposta la prossima settimana (data da stabilire per l’esecuzione di un riscontro diagnostico) alle cappelle del commiato della Misericordia in via del Can Bianco, prima del funerale nel paese marchigiano.
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