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Il lutto

Pistoia, il mondo della cultura piange Fiorenzo Gori

Pistoia, il mondo della cultura piange Fiorenzo Gori

Insegnante, scrittore, pedagogo a tutto tondo e disegnatore, fu anche presidente provinciale dell’Arci

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PISTOIA. La sua morte lascia un vuoto grandissimo nel mondo della cultura e dell’associazionismo pistoiese. Fiorenzo Gori aveva 73 anni ed era ammalato da tempo. Insieme a sua moglie Giuliana Valenti, viveva da qualche anno a Santomato, dopo aver abitato per moltissimo tempo a Pistoia, in corso Gramsci. Docente di materie tecnologiche è stato sempre un “uomo di sinistra”. Ha fatto parte a suo tempo della commissione scuola del Pci e, sin dagli anni Settanta, ha dato il suo contributo per la crescita dell’Arci pistoiese, divenendone anche presidente provinciale.

Molto legato al circolo di Santomato, fu lui che nel 1974 riuscì dal niente a creare la prima biblioteca riservata ai soci. Nel 1976, invece, il suo impegno si riversò sul versante sportivo, riuscendo a dar vita alla locale polisportiva. Fiorenzo Gori è stato inoltre molto attivo anche sul fronte ambientalista, tanto è vero che partecipò nel 1980 all’assemblea fondativa di Legambiente. Come docente, ha insegnato per anni “tecnologie” in molte scuole pistoiesi, in particolare alla scuola media Melani di Montale. Ha anche tenuto corsi di formazione per insegnanti, avendo lavorato fino al 2022 anche alla Sis, la scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario e in ambito universitario a Firenze, sempre nell’area scientifica. È stato dal 1985 al 2015 presidente pistoiese del Cidi, il centro di iniziativa democratica degli insegnanti.

Conviveva da anni con una malattia che ne minava la mobilità: a questa sua condizione ha anche dedicato uno dei suoi libri, intitolato “Il bradipo”. Come scrittore, il suo stile si confaceva a quello di Gianni Rodari, di cui era un grande estimatore. Il suo ultimo libro di filastrocche, illustrate dai suoi disegni, si intitola “Siamo tutti un po’ filosofi”. Il volume parla di diversità e di confini e dell’avventura di “conoscere per provare a mettere ordine in un sistemico e vasto disordine”.

Nella sua casa di Santomato, e in particolare nel suo studio-laboratorio, si è rifugiato per anni per creare quella sintesi fra arte, tecnica e filosofia che tanto lo affascinava. In quest’ottica va vista anche la sua vasta produzione di oggetti e in modo particolare di giocattoli con materiali naturali come legno e carta. Un pedagogo per sempre.

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