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Pistoia, ambulanti soddisfatti del trasloco dalla storica piazza Spirito Santo

di Stefano Baccelli
Pistoia, ambulanti soddisfatti del trasloco dalla storica piazza Spirito Santo

Convinti che in altre zone del centro il giro d’affari per il settore scarpe aumenterà contestano però l’istituzione di una graduatoria a parte per la loro categoria

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PISTOIA. Dal secondo dopoguerra, piazza dello Spirito Santo è per i pistoiesi la “piazza delle Scarpe”. E lo sarà anche quando la statua del cardinale Forteguerri non vedrà più i banchi del mercato bisettimanale. Sì, questo è stato deciso dall’amministrazione comunale. Una decisione che cambierà le abitudini dei pistoiesi, che le scarpe dovranno andare a cercarle per tutto il mercato. Non esisterà più uno spazio dedicato a questo settore merceologico, ma ci sarà un banco ogni dieci di altro generi.

I banchi delle scarpe sono attualmente quattordici, un numero molto più basso rispetto al passato a causa della crisi Covid e a una mancanza di ricambio generazionale. Per i gli ambulanti del mercato pistoiese lo spostamento è perfino auspicabile, però i dubbi riguardano la riassegnazione degli spazi. E c’è chi trova discriminante che il settore delle scarpe abbia a Pistoia dei vincoli non presenti negli atri settori.

Di fronte alla chiesa di Sant’Ignazio, c’è il banco di Francesco Allegri, che lavora per conto della titolare Veronica Lubrani. «Nel 2017, in occasione della ristrutturazione della piazza (decisa dall’amministrazione Bertinelli, nda) – dice – quando avevamo il banco in via Curtatone e Montanara, avevamo incassi superiori. Il passaggio in questa piazza è limitato e siamo stati noi ambulanti ad andare dal sindaco chiedendo una diversa soluzione».

«Siamo favorevoli allo spostamento, ma il problema è il metodo – gli fa eco Luciano Baroncelli dal banco adiacente – Vogliono fare due graduatorie: quella del mercato normale e poi la nostra. A noi faranno scegliere un posto ogni dieci già predefinito. Un altro problema è che ci dicono che chi vende le scarpe non può vendere la licenza a chi commercia altro materiale. Qui ci sono due persone vicine alla pensione che potranno rivendere la licenza solo ad altri scarpai. Ma non ce ne sono più» conclude scuotendo la testa mentre osserva la cartina che evidenzia come saranno dislocati in futuro i banchi.

Luca Gatti è considerato un po’ il leader della piazza. «C’è un po’ di malessere anche per lo spostamento del mercato allo stadio in alcune circostanze, che penalizza anche i negozi del centro – aggiunge – Luglio Pistoiese, Dialoghi, Medioevo, eccetera: l’assessore ha parlato quattro o cinque eventi».

Gatti è un ambulante storico: «Questa attività è stata gestita dalla mia famiglia dal 1952 e siamo stati sempre qui. Il settore non ha avuto la capacità di un ricambio generazionale. Eravamo 30 fino a quattro o cinque anni fa. Il Covid è stato devastante. Adesso siamo 14 il sabato e 15 il mercoledì. L’idea di spostare il mercato delle scarpe è un tema che si trascina da anni. Già con la vecchia giunta Bertinelli se ne cominciava a parlare. La piazza ormai non è più commerciale. Lo spostamento è una nostra necessità ma per alcuni di noi è inaccettabile che siano fatte due graduatorie e non una unica. Ma sono convinto che comunque miglioreremo i nostri ricavi. Tutti noi siamo contenti di andare via da qui, anche se il mercato avrà in generale un totale sconvolgimento».

«Abuso di potere e concetto errato quello del Comune – dice invece Massimo Barni, della ditta Lucia Nardi – Se saremo mischiati non possiamo essere vincolati al settore merceologico. Le graduatorie vanno a seconda dell’anzianità, ma per noi guardano a quella degli scarpai e non partecipiamo alla riassegnazione generale degli spazi se non per essere inseriti uno ogni dieci banchi. Comunque siamo qui a parlare e lunedì (in consiglio comunale, nda) rischiamo di assistere a decisioni calate dall’alto. Mi auguro che il Comune tenga conto delle nostre opinioni e comunque ringrazio il vostro giornale di averci dato la parola» conclude.


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