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Pistoia, scatena la polemica la potatura della siepe al monumento ai Caduti
Anpi e Pd gridano all’affronto politico, il Comune respinge le accuse
PISTOIA. È bastata la potatura di una siepe, in effetti molto radicale, per accendere di nuovo la polemica politica sulla Resistenza e la sua memoria. Dato che l’intervento di giardinaggio ha interessato le piante di alloro che cingono il monumento ai Caduti di piazza della Resistenza, dove venerdì, 8 settembre, si terrà la celebrazione ufficiale in ricordo della liberazione di Pistoia alla presenza del sindaco Alessandro Tomasi.
Il grande cippo commemorativo, posto lì nel 1956 su progetto di Albino Sechi, fino a poco tempo fa era completamente circondato da una fitta siepe di alloro, che ne costituiva parte integrante e ne delineava il significato. Il 28 agosto, un energico intervento di potatura ha eliminato la quasi totalità delle chiome delle piante, lasciando emergere dal terreno soltanto alcune “reliquie” verdi.
A denunciare il fatto attribuendo a questo un significato prettamente politico piuttosto che una necessità botanica, sono state le sezioni e i circoli Anpi di Pistoia e il consigliere comunale del Pd Paolo Tosi. Per loro, in definitiva, l’asportazione della quasi totalità della siepe è un affronto alla memoria delle Resistenza o, almeno, un tentativo di annacquarne il ricordo riducendo la portata simbolica del monumento stesso.
A far prendere all’amministrazione comunale la decisione di amputare la parte vegetale del monumento, come spiega una nota Palazzo di Giano, non sono state tuttavia considerazioni di carattere politico o recondite volontà di sminuire i meriti della Resistenza.
«La potatura è stata effettuata a seguito delle frequenti segnalazioni dei cittadini per l’utilizzo oltraggioso che alcuni incivili fanno quotidianamente del monumento alla Resistenza – recita la nota – trasformandolo in un angolo degradato. Proprio in virtù di queste segnalazioni è seguito l’intervento dei giardinieri».
L’area di piazza della Resistenza, come fa notare l’amministrazione, è invece oggetto da tempo di un’intensa opera di riqualificazione che il Comune sta conducendo di concerto con il Cudir, il Comitato unitario per la difesa delle istituzioni repubblicane. In quest’ottica, va infatti visto il posizionamento del monumento dedicato alla memoria della infermiere e della forza di spedizione brasiliana e della targa in memoria di Renato Moscato, il commerciante pistoiese di religione ebraica arrestato a Pistoia e deportato ad Auschwitz, dove morì.
«Si può quindi discutere, adesso, del tipo di potatura fatta – prosegue il Comune – ma occorre ribadire con forza che attribuire ad essa un significato politico è fuorviante rispetto a quanto realmente accaduto. La comunione di intenti da sempre mostrata nell’ambito del Cudir, i tanti interventi realizzati insieme ad Anpi, le iniziative portate avanti – come la cittadinanza illustre a Silvano Fedi e la tomba monumentale per il partigiano – dimostrano la volontà di andare avanti lungo una strada che è ben definita. Una volontà che si basa sulle idee e che non può certo essere messa in dubbio da una potatura. Questa amministrazione rinnova dunque l’invito a continuare nel percorso intrapreso perché l’unione tra i vari gruppi che animano il Cudir e la collaborazione che finora c’è stata con Anpi hanno permesso di rafforzare simboli, eventi ed occasioni di celebrazione e riflessione legati alla memoria e alla nostra storia».
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