Italia
Pistoia, la denuncia della Cgil: «Ospedale sotto stress. Mancano oltre 200 professionisti in servizio»
Per il sindacato, oltre a infermieri e oss, servirebbero una ventina di tecnici e 15 medici
PISTOIA. «Mancano 245 professionisti al San Iacopo. Con la riapertura completa delle attività e dei posti letto e il definanziamento sul capitolo sanità si rischia l’integrità del servizio». A denunciare la situazione di sotto organico dell’ospedale cittadino (che conta 356 posti letto) è la Funzione pubblica della Cgil.
Sindacato che poi dà dei numeri: per esempio sul tasso di ospedalizzazione della zona pistoiese (almeno 3 o 4 punti in più rispetto all’area fiorentina), «infatti il 58% dei ricoverati complessivi, sono 19.604 nel 2022, che annualmente fanno riferimento all’ospedale di zona sono residenti nei comuni dell’area pistoiese»; poi i 2.754 ricoveri per intervento chirurgico effettuati nel triennio 2019-2021, dei quali l’82% eseguiti nei tempi, non superiori ai 30 giorni per le urgenze, stabiliti dalla Regione. «A fronte dell’alto tasso di ospedalizzazione, della numerosità dei ricoveri con tempi medi di degenza che non superano la settimana e la costanza con cui si attivano le sale operatorie i 623 operatori sanitari, tra infermieri e oss, appaiono in numero insufficiente a coprire i turni ospedalieri», sottolinea la Cgil.
«Purtroppo registriamo come mediamente nei reparti del San Iacopo si organizzi l’assistenza e la cura infermieristica su un rapporto di 9,5 pazienti per ogni singolo infermiere, sia nei reparti di medicina che in quelli di chirurgia generale. Questo pone l’ospedale lontano dalla media europea che è di otto pazienti ogni infermiere ma soprattutto si pone molto distante dal rapporto ottimale di sei pazienti ogni infermiere che è quello che le scienze infermieristiche indicano al fine di garantire un’assistenza infermieristica sicura e di qualità», analizza il segretario generale Sandro Malucchi. Aggiunge: «Se prendessimo le raccomandazioni della Società italiana per la direzione e il management delle professioni infermieristiche e di numerose pubblicazioni scientifiche, per l’ospedale di Pistoia occorrerebbero, tra oss e infermieri, circa 200 unità di personale in più rispetto alle attuali presenti. Ciò permetterebbe anche di non chiudere il 10% dei posti letto nel periodo estivo».
La carenza di organico non impatta soltanto sul personale addetto all’assistenza. Per Massimo Ciuti, segretario della Fp Cgil con delega alla sanità, «mancano, tra gli altri, anche dieci tecnici di radiologia medica e radioterapia, otto tecnici sanitari di laboratorio biomedico, cinque fisioterapisti e almeno 15 medici e cinque ostetriche». «Con il riavvio delle attività a pieno regime – va avanti – le carenze si faranno sentire e il sistema rimane in bilico tra il buon livello di performance registrato dal ministero della Sanità per ciò che riguarda il raggiungimento dei risultati dei livelli essenziali di assistenza, tra i migliori in Italia, e un evidente aggravio delle condizioni di lavoro del personale. Per altro con il definanziamento del servizio sanitario stabilito nel Documento di economia e finanza licenziato dal Governo, il sistema rischia di non riuscire a dare risposte adeguate a chi ricerca assistenza e cura in ospedale».
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