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Pistoia, Daniel cieco a 28 anni: «Grazie a noi ora ha una sistemazione»

di Lorenzo Carducci
Il parroco di Vicofaro don Massimo Biancalani (foto Nucci)
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Il parroco di Vicofaro don Massimo Biancalani (foto Nucci)

Il giovane ghanese è stato ospitato a Prato. Giovanni, il volontario che lo ha aiutato: «Prima stava sempre a letto, così speriamo che possa riprendersi»

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PISTOIA. «A sentire alcune persone sembra che Vicofaro sia solo un coacervo di malattie, quando invece stiamo facendo un lavoro importante anche sulla salute dei ragazzi. Spesso di fronte all’inerzia delle istituzioni».

La storia che stavolta spinge don Massimo Biancalani a rivendicare la bontà dell’operato della sua parrocchia e dei suoi volontari, è quella di Daniel. Un ragazzo di 28 anni, originario del Ghana e attualmente munito di permesso di soggiorno (in corso di rinnovo) , che sbarcato in Italia circa 5 fa anni con un glaucoma, in seguito a gravi complicazioni ha perso completamente la vista. Ospite a Vicofaro dal settembre 2022, nella struttura ha trovato amici e connazionali, senza tuttavia avere né il modo né la libertà di movimento di compiere un percorso di riabilitazione sanitaria e di inserimento sociale. Fino a quando non ha incontrato la sensibilità di Giovanni Ginetti, pensionato amico di don Massimo e da circa 4 anni volontario in parrocchia, che ha preso a cuore la situazione del giovane rimasto cieco fino a trovargli una sistemazione. Ieri, infatti, Giovanni ha accompagnato Daniel nelle campagne pratesi di Iolo, in una struttura (una specie di casa-famiglia con operatori) indicata dai servizi sociali del Comune di Prato, luogo di residenza nonché di prima accoglienza del ghanese.

«Ho iniziato a seguire Daniel da questa primavera – racconta Giovanni – e iniziando ad accompagnarlo alle visite mi sono reso conto della sua situazione. Per un ragazzo nelle sue condizioni, cieco, Vicofaro non era la situazione ideale. Aveva difficoltà perché essendoci tante persone non riusciva a muoversi bene, stava quasi sempre a letto, non si sentiva libero di fare niente».

Ospite di una cooperativa di Prato, per risolvere il problema di salute che stava degenerando Daniel era scapato nel suo Paese, da cui però l’estate scorsa è ritornato senza vista. «Un altro ragazzo africano lo ha trovato alla stazione di Firenze Santa Maria Novella spaesato e lo ha portato a Vicofaro» spiega Giovanni, che poi torna all’ultimo periodo: «Prendendo contatto con varie strutture e organizzazioni mi è stato consigliato di provare con i servizi sociali del Comune di Prato, luogo di residenza di Daniel. Grazie anche ad un’assistente sociale dell’Asl ci è stata indicata questa struttura, dove il personale mi sembra molto disponibile e dove nonostante l’allontanamento da alcuni amici, spero che lui sia contento di intraprendere un nuovo percorso. Per questi primi giorni andrò sicuramente a trovarlo».

Di Giovanni, don Biancalani sottolinea «la tenacia nel contattare gli uffici e adoperarsi per far sì che con le nostre forze trovassimo una sistemazione al ragazzo». Del resto il tema della salute a Vicofaro è più che in evidenza da settimane, complice il ciclo di screening che Asl ha provato ad effettuare dopo il caso di tubercolosi riscontrato a fine giugno.

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