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Museo Marini, il 1° ottobre una manifestazione pubblica contro l’esodo delle opere

Museo Marini, il 1° ottobre una manifestazione pubblica contro l’esodo delle opere

Il Comitato invoca il corteo all’inizio del mese previsto per l’inizio trasloco. La sovrintendente Ranaldi: «La sentenza non può essere ignorata, ma il vincolo conservativo di 70 anni si estende a tutti i beni artistici»

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PISTOIA. Se da un lato la sovrintendente per il patrimonio archeologico, per le belle arti e il paesaggio per la città metropolitana di Firenze e per le province di Prato e Pistoia Antonella Ranaldi auspica l'individuazione di un terreno d'incontro con la Fondazione, su cui edificare un accordo che consenta la permanenza di almeno parte delle opere dell'artista a Pistoia, dall'altro Marco Leporatti, del comitato per Marino, individua nel 1° ottobre la data ideale per una manifestazione pubblica che abbia lo scopo di sollecitare un risveglio collettivo delle coscienze dei pistoiesi.

Scopo neanche troppo nascosto di questa iniziativa è quello di bloccare, magari in extremis, la partenza delle opere del Maestro alla volta di Firenze, dopo che una sentenza del Consiglio di Stato del maggio scorso ha alzato il "disco verde" per il trasferimento delle sculture, dei gessi e delle pitture sia dal Palazzo del Tau, sede di proprietà comunale del Museo Marini, che dalla confinante chiesa del Tau, attualmente museo statale, dove sono conservate altre importanti opere dell'artista.

Il 1° ottobre, tuttavia, non è da considerarsi un giorno qualsiasi in questa intricata vicenda. Ottobre è infatti il mese prescelto, dai vertici della Fondazione, per l'inizio del trasloco delle opere dell'artista dalla ex chiesa del Tau alla volta di Firenze, dove nelle sue intenzioni saranno esposte al Museo Marino Marini di piazza San Pancrazio. L'ex chiesa del Tau, fa parte del circuito dei musei statali di Pistoia e, al suo interno, sono custodite opere monumentali come il Miracolo (del 1953), il Cavaliere (1956), la Composizione di elementi (1964) e il Grande grido (1962). Riguardo a queste opere conservate nella ex chiesa del Tau la sovrintendente Ranaldi si esprime in questi termini: «Si tratta di opere monumentali che necessitano di uno spazio espositivo adeguato. La questione del lascito dell'artista va però valutato nella sua globalità e non ristretto a poche opere di grandi dimensioni».

Ma, se la svolta nella vicenda lo ha dato appunto la sentenza del Consiglio di Stato, la sovrintendente Antonella Ranaldi tiene a puntualizzare alcuni aspetti a suo parere dirimenti: «La sentenza è un fatto che nessuno può ignorare ma è bene ricordare che a tutti i beni artistici si estende il vincolo conservativo dei 70 anni di età. Questo vincolo coinvolge le singole sovrintendenze in aspetti come i trasferimenti e le esposizioni e non può essere affatto ignorato. Personalmente, mi auguro comunque che questa intricata vicenda possa concludersi con un accordo che tenga conto delle legittime aspirazioni di tutti. Sia della Fondazione ma anche delle istituzioni locali. Faccio altresì presente che la Fondazione ha, al suo interno, anche una componente pubblica (il Comune) che ha tutto il diritto di esprimere la propria opinione sullo svolgersi degli eventi. Il testamento di Mercedes Pedrazzini, la vedova dell'artista, costituisce del resto uno degli atti fondativi che legano le opere dell'artista alla città di Pistoia e, a mio avviso, non può essere ignorato.

Mi auguro inoltre che la Fondazione prenda in esame tutte le varie opzioni che le sono state presentate per far uscire le opere dall'attuale sede espositiva priva da circa tre anni dei requisiti di abitabilità. Il progetto proposto dal Comune, con il trasferimento della collezione Marini all'interno del complesso monumentale di San Lorenzo una volta terminati i lavori di ristrutturazione, potrebbe essere una valida alternativa al trasferimento totale di tutte le creazioni del maestro a Firenze. Inoltre, sempre in ambito pistoiese, sono emerse altre possibilità di collocazione delle opere. L'importante è trattare questo argomento con la massima elasticità, fissando come, stella polare per il cammino da intraprendere, la volontà di conservare le opere nel miglior luogo possibile».  l

© RIPRODU

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