Il Tirreno

Pistoia

Dal tribunale

Cutigliano, no alla scarcerazione del ragioniere accusato di duplice tentato omicidio

di Massimo Donati
Cutigliano, no alla scarcerazione del ragioniere accusato di duplice tentato omicidio

Coltellate alla ex e al nuovo compagno della donna: respinto il ricorso

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CUTIGLIANO. Resterà in carcere almeno fino all’inizio del processo, fissato per dicembre, Alex Antonelli, il 42enne ragioniere fiorentino accusato di duplice tentato omicidio per aver accoltellato, il 13 maggio dello scorso anno, a Cutigliano, la ex fidanzata di 37 anni e l’uomo con cui la donna aveva iniziato una relazione. Il tribunale del riesame di Firenze ha respinto l’appello presentato dall’avvocato difensore contro l’ordinanza con cui, due mesi fa, il gip del tribunale di Pistoia aveva detto no alla revoca della custodia cautelare in carcere e anche alla sua mitigazione nella misura degli arresti domiciliari.

Secondo il pm Giuseppe Grieco, quello messo in atto da Antonelli era stato un agguato e non una reazione istintiva all’aver trovato, rincasando, la propria compagna a letto con un altro, come era sembrato in un primo momento. In base alla ricostruzione accusatoria, l’uomo, portandosi dietro un coltello da cucina dalla sua abitazione di Firenze, si era nascosto in una stanza dell’appartamento di Cutigliano, in cui per diversi mesi aveva convissuto con l’ormai ex fidanzata. E lì aveva aspettato per avere conferma dei suoi sospetti: che la ragazza avesse già una storia con un altro, un cinquantenne della montagna pistoiese. Per poi, quando i due erano entrati in casa, accoltellarli entrambi.

È in base a questa versione che il 6 aprile scorso il gup ha rinviato a giudizio Alex Antonelli per duplice tentato omicidio, calunnia (per aver querelato la ex compagna e l’altro uomo sostenendo di essere lui ad essere stato aggredito per primo dalla ex armata di coltello e dall’uomo con un attizzatoio) e porto illegale d’arma, per aver portato con sé a Cutigliano il coltello da cucina.

Il rinvio a giudizio è arrivato dopo una complessa indagine che ha richiesto anche una proroga, a fronte del protrarsi degli accertamenti ritenuti dal pm fondamentali per la ricostruzione di quanto era accaduto quella notte di quasi un anno e mezzo fa. In particolare per quanto riguarda la dinamica dei fatti, alla luce della perizia svolta, nel corso di un incidente probatorio, dal medico legale incaricato dalla procura, Giuliano Piliero.

Ed è stato proprio sui risultati di questa perizia che i giudici del tribunale distrettuale del riesame hanno fondato le motivazioni con cui hanno respinto il ricorso dell’imputato contro la mancata scarcerazione, sottolineando inoltre come la misura cautelare in atto sia soltanto per il tentato omicidio della ex fidanzata e come per tale imputazione sia, secondo loro, totalmente da escludersi la scriminante della legittima difesa invocata dall’avvocato difensore Gianni Salocchi.

Il tribunale fiorentino spiega come la perizia non abbia trovato prove che le ferite all’addome con cui Antonelli era stato trovato a terra nel bagno della casa dai soccorritori siano state a lui inflitte dalla donna e dal suo nuovo amante e non, come sostenuto da quest’ultimo e dalla procura, autoinferte in un tentativo di suicidio determinato dal rimorso. Inoltre, i giudici sottolineano come il perito abbia spiegato che il coltello è stato trovato in bagno, accanto all’imputato ferito a terra, e non nel salotto, dove il 42enne ragioniere ha poi sostenuto di essere stato accoltellato.

Fatto sta che secondo loro permangono le esigenze cautelari, per il grave e concreto rischio che Antonelli possa commettere altri delitti della stessa specie di quelli di cui è accusato.

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