Il Tirreno

Pistoia

Il caso

Dopo gli screening a Vicofaro, ipotesi di tavolo permanente: «Non abbandoniamo gli ultimi»

La parrocchia di Vicofaro
◗
La parrocchia di Vicofaro

Proposta di “Sinistra civica ecologista” per decongestionare la parrocchia

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Un tavolo permanente “per” Vicofaro, e non “contro” Vicofaro. A cui siedano, prima di tutto, don Biancalani e le associazioni che lo sostengono, e poi Comune, Regione, Asl e la stessa Curia. Per decongestionare la parrocchia senza disperdere o mortificare il valore dell’accoglienza, con soluzioni condivise da tutti. È con questa impostazione programmatica che “Sinistra civica ecologista” di Pistoia aderisce all’appello contro lo sgombero forzato lanciato dalle sue pagine Facebook da don Massimo Biancalani dopo l’ordinanza emessa dal sindaco di Pistoia.

«Ciò che vogliamo evitare – spiega il coordinamento provinciale di Sce formato da Tiziano Carradori, Simonetta Pecini e Sonia Soldani – è che sia data esecuzione all’ordinanza di sgombero emessa dal sindaco di Pistoia il 20 luglio scorso. Se attuata non eliminerebbe la presenza delle persone migranti, ma semplicemente le abbandonerebbe per strada, con gravi ripercussioni per loro ma anche con maggiori disagi per gli stessi cittadini pistoiesi. Serve invece un lavoro attento e costante da parte di tutti i soggetti in campo. Chiediamo pertanto che si convochi e si riunisca in maniera permanente, un “tavolo per Vicofaro” e che si abbandoni quello, ben più attivo, contro Vicofaro».
“Sinistra civica ecologista” ritiene che spetti a tutti questi soggetti – ed eventualmente anche al altri che potranno essere individuati – lavorare per trovare soluzioni utili a decongestionare la chiesa e le pertinenze parrocchiali, senza perdere o disperdere il valore rappresentato dalla capacità di accoglienza mostrata negli anni nei confronti di quelli «che possiamo semplicemente chiamare gli ultimi, gli abbandonati dal resto del sistema italiano di accoglienza».
A questo proposito il coordinamento provinciale pistoiese di Sinistra civica ecologista pone alcune domande.
«È possibile finanziare adeguatamente la legge regionale del luglio 2019 sui “diritti essenziali della persona”, attraverso la quale per Vicofaro si potrebbero varare progetti concreti di solidarietà? Pensiamo alla necessità di disporre di una struttura alternativa nella quale ospitare decine dei profughi che attualmente possono contare solo su Vicofaro. La Asl avrebbe dovuto individuare e poi rendere utilizzabile a questo scopo una struttura di sua proprietà: che fine ha fatto quel progetto? La Curia si era impegnata ad effettuare una ricognizione nell’intera Toscana per verificare se fossero nelle sue disponibilità strutture idonee o riadattabili allo scopo. Che ne è stato? Chiediamo che su Vicofaro e sul suo destino si riaccendano i riflettori e che restino accesi, non che il problema cada nell’oblio e si agisca soltanto a colpi di ordinanze. E questo riguarda in particolar modo il Comune di Pistoia, che finora ha brillato per la sua assenza in fatto di proposte e per il suo atteggiamento inutilmente repressivo».
Secondo Sce è poi possibile ripartire dall’utilizzare al meglio il recente finanziamento disposto dalla Regione Toscana verso la Società della salute e si augura che la annunciata mappatura delle presenze serva ad individuare soluzioni adeguate.
«Insomma – questa la conclusione del coordinamento di Sce Pistoia – è opportuno far leva sugli aspetti positivi e non mostrare i muscoli nei confronti di una realtà che va aiutata a rientrare pienamente nelle regole e non demonizzata o, peggio, osteggiata».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web