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Screening negativo sulla Tubercolosi a Vicofaro, il vescovo: «Iniziate le prime pulizie»

Screening negativo sulla Tubercolosi a Vicofaro, il vescovo: «Iniziate le prime pulizie»

L’Asl ha ufficializzato il fatto che non vi sono evidenze di una diffusione della tubercolosi tra gli ospiti di don Massimo Biancalani dalle poche decine di test effettuati.

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PISTOIA. «Il direttore generale dell’azienda Usl Toscana Centro ha riferito che allo stato attuale gli esami effettuati dall’Ufficio igiene non hanno evidenziato situazioni di malattia conclamata relativamente alla tubercolosi».

È con queste parole che, in comunicato stampa, la prefettura ha illustrato l’esito della nuova riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che, presieduto dal prefetto Licia Donatella Messina, nel primo pomeriggio di ieri ha avuto all’ordine del giorno l’allarme tubercolosi alla parrocchia di Vicofaro e l’ordinanza di sgombero dei migranti dalla struttura firmata dal sindaco di Pistoia a fine luglio.

Come aveva già fatto capire nel corso del precedente vertice, l’Asl ha ufficializzato il fatto che non vi sono evidenze di una diffusione della tubercolosi tra gli ospiti di don Massimo Biancalani: non tanto per una certezza scientifica bensì perché non è stato possibile portare a termine uno screening che avrebbe potuto dissipare qualunque dubbio al riguardo, in quanto solo una parte dei circa 160 migranti presenti in media a Vicofaro ha accettato di sottoporsi al test Mantoux e, di questi, una percentuale ancora inferiore si è presentata alla lettura dei risultati. In pratica si contano sulle dita di una mano coloro che, risultati positivi (una decina), si sono poi sottoposti alla radiografia per escludere la presenza della malattia.

Fatto sta che, di fronte a tale constatazione, il vescovo Fausto Terdelli, nel corso della riunione di ieri «ha assicurato – si legge nel comunicato della prefettura – che le prime pulizie all’interno della parrocchia sono già iniziate e che procederanno con la collaborazione del parroco».

Mentre il sindaco Alessandro Tomasi «si è riservato di valutare quanto emerso per gli ulteriori aspetti relativi all’esecuzione dell’ordinanza».

Ordinanza, che ricordiamo, è stata conseguenza non solo dell’allarme tubercolosi lanciato dall’Asl dopo che uno degli ospiti era stato ricoverato il 22 giugno ma anche per l’emergenza di carattere igienico-sanitario riscontrata all’interno degli ambienti di Vicofaro (164 i posti letto di fortuna conteggiati nel corso del sopralluogo negli ambienti della in parrocchia e in chiesa). Resta quindi all’ordine del giorno la sua esecuzione. Fondamentale sarà capire se lo sgombero sarà attuabile nella pratica, in quanto dovrebbe comportare la collaborazione fra tutti i principali attori coinvolti ormai da tempo nel cercare una soluzione definitiva per la questione Vicofaro.

Oltre al prefetto, che lo ha presieduto, al vertice di ieri erano presenti, come detto, il vescovo e il sindaco di Pistoia, assieme al procuratore della Repubblica Tommaso Coletta, al questore, al comandante provinciale dei carabinieri, al comandante provinciale della guardia di finanza, al comandante provinciale dei vigili del fuoco, al direttore generale dell’Asl Toscana Centro Paolo Morello Marchese, al direttore del dipartimento della prevenzione e ad alcuni responsabili sanitari dell’azienda sanitaria stessa, alla presidente e alla direttrice della Società della salute pistoiese.

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