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Il lutto

Pistoia, muore ingegnere della Progress Rail: l’ultimo messaggio su Whatsapp e i ricordi degli amici

di Tiziana Gori
Pistoia, muore ingegnere della Progress Rail: l’ultimo messaggio su Whatsapp e i ricordi degli amici

Piero Romiti, 41 anni, lascia la moglie e una bimba di due anni. Era anche un apprezzato calciatore: per tanti anni ha militato come centrocampista nella squadra del suo paese

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PISTOIA. «Pochi giorni prima di andarsene ha cambiato la foto del profilo whatsapp, scegliendone una con moglie e figlia, la piccola Camilla. E ha scritto: «Beh... Diciamo che avrei preferito vivere!».

«Più di tante parole di circostanza che si dicono in momenti simili – afferma babbo Giovanni – questo secondo me fa capire la maturità, la serenità e lo spessore di Piero».

Piero Romiti se n’è andato all’hospice di Spicchio, dov’era stato trasferito da Careggi quando i sanitari dell’ospedale fiorentino hanno spiegato al 41enne e alla famiglia che non c’erano più possibilità di arginare il male. Lascia la moglie, Jessica Moncini, una figlia di due anni, le sorelle Anna e Agnese e i genitori, Giovanni e Angela. Da ieri pomeriggio è esposto nelle cappelle del commiato della Misericordia di Bottegone, paese dov’era nato e cresciuto. Il funerale, celebrato da don Piergiorgio Baronti, si terrà domattina (sabato 5) alle 10 nella chiesa di San Michele Arcangelo.

Piero è figlio di Giovanni Romiti, per due legislature, nei primi anni 2000, vicepresidente della Provincia e assessore con delega all’ambiente e alle attività produttive (ai tempi di Gianfranco Venturi presidente). Politico di centrosinistra (sponda Margherita) apprezzato e rigoroso, Romiti parla dei suoi tre figli con affetto e compostezza. «Piero era un ingegnere. Lavorava all’ex Ecm di Casalguidi (ora Progress Rail, gruppo Caterpillar, ndr) nel reparto ricerca e sviluppo. Ha sviluppato lavori interessanti nel campo della ricerca ferroviaria. È l’unico dei miei figli – e qui s’intuisce un sorriso – ad essersi laureato con la lode pur essendo quello, probabilmente, con meno libri. Io ho figli eccezionali – aggiunge – Agnese ha una cattedra universitaria a Glasgow, Anna all’Università di Medicina a Firenze. Di Piero basti dire che a 13 anni era fisso col saldatore elettrico a riparare oggetti, e che nella sua condizione attuale si era approntato l’abitazione in stile domotico».

Era anche un apprezzato calciatore. Per tanti anni ha militato come centrocampista nella squadra del suo paese, la Virtus Bottegone, che ieri pomeriggio ha listato il profilo a lutto. Per alcuni anni aveva giocato in Valdinievole, per poi tornare non appena la Virtus lo aveva informato dell’intenzione di allestire nuovamente una prima squadra. Aveva appeso gli scarpini al chiodo nel 2021, quando i campionati si interruppero a causa della pandemia.

Lo ha ricordato anche l’Hitachi calcio: “Uomo dal grande spessore umano e compagno di tante avventure calcistiche. Un abbraccio grandissimo alla famiglia. Ciao Piero”.

Piero Romiti ha mandato ai suoi amici del calcio, agli amici di una vita, un toccante messaggio di congedo su whatsapp pochi giorni fa. Ne pubblichiamo un estratto qui a lato.

«Amava la musica – continua Giovanni Romiti – aluglio è riuscito a ottenere un permesso speciale dai vigili urbani per assistere, in carrozzina, allo spettacolo di Damien Rice al Pistoia Festival».

Don Baronti ha celebrato, lo scorso fine settimana, il battesimo della figlioletta. «Una cerimonia breve ma molto sentita – spiega il parroco – nell’hospice di Spicchio. Non ci sono state grandi parole, Piero sapeva. Anche se non immaginavo un’evoluzione così rapida. L’ho abbracciato. Ieri pomeriggio (mercoledì, ndr) suo babbo, che è vicepresidente dell’associazione “Un pozzo per l’Africa”, da me presieduta, mi ha informato che era questione di ore. È una grande perdita».

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