Toscana
Giostra dell’Orso, il presidente del Cervo Bianco: «Fiuto nello scovare i cavalieri, ci godiamo un successo meritato»
La gioia di Giannini dopo il successo. In 4mila in piazza del Duomo
PISTOIA. «Squadra che vince..si cambia! Eccome se si cambia!». Eccitatissimo per il secondo successo consecutivo ottenuto dal suo Cervo Bianco, il presidente biancoverde Alessandro Giannini si diverte a stravolgere l'antico adagio relativo al gioco del calcio mentre, con le lacrime agli occhi, tiene stretto in mezzo alla piazza gremita (4mila gli spettatori) il palio che resterà nella sede del suo rione. «Siamo stati in grado di assorbire al meglio due defezioni importanti, rimpiazzandole con altrettanti cavalieri di grandissimo valore – dice – il nostro fiuto ci ha portato a scovare le soluzioni migliori e adesso ci godiamo un successo ampiamente meritato».
Giannini non nomina nemmeno i neo acquisti del Drago Lorenzo Zoppi e Aurelio Nencini che, nella scorsa giostra, indossavano la casacca biancoverde di Porta Lucchese. Il passato, con le sue gioie e le sue incomprensioni, è ormai dietro alle spalle di questo presidente "sui generis" che, per tutto l'anno, tiene accesa la fiaccola dei colori biancoverdi. Per Giannini, questa è stata l'edizione del trionfo, giunto peraltro al termine di 18 tornate che hanno visto il suo rione sempre al vertice della classifica, seppur si sia trattato di una delle edizioni della Giostra più combattute degli ultimi anni: «Dopo i più che giusti festeggiamenti, inizieremo al più presto a pianificare il lavoro per il prossimo anno. Con questa vittoria, ci auguriamo di aver aperto un ciclo, che dia ancora tante soddisfazioni ai nostri rionali», sottolinea.
Altro grande trionfatore dell'edizione 2023 della Giostra dell’Orso, è stato Alessandro Culatore, vincitore dopo 10 anni dello Speron d'oro. Correva infatti l'anno 2013 quando il nipote del celeberrimo Gino, un tempo punta di diamante del Drago oggi addetto alla sicurezza in piazza vinse, sempre con il Cervo Bianco, per la prima volta il riconoscimento che va al cavaliere con la mira migliore. Oggi, a 31 anni, questo tappezziere per auto con l'innata passione per i cavalli torna protagonista, anche grazie a un quadrupede con cui sta costituendo un binomio inscindibile. «Il mio incontro con Benvenue Flambeau mi ha valorizzato in maniera incredibile – afferma Culatore – in tutte le discipline ippiche l'affiatamento fra cavallo e cavaliere è fondamentale e, in una prova di abilità come è la Giostra dell'Orso, questo aspetto è fondamentale».
Piuttosto soddisfatto per l'esito finale della singolar tenzone, si è dichiarato poi anche il presidente del Drago Luca Francesconi. Il tris di cavalieri costituito da Simone Santini, Lorenzo Zoppi e Nicolò Francesconi ha colto un secondo posto che va letto come un primo mattone su cui edificare un futuro radioso. Così, quindi, il massimo dirigente rossoverde dice nelle fasi concitate del fine gara martedì notte: «Non siamo riusciti a toglierci di dosso il peso di essere la squadra che non vince da più tempo. Però miglioramenti ci sono stati e siamo stati in lotta per la vittoria fino alla fine».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
