Gioco
Casi di tubercolosi, via allo screening su tutti i migranti di Vicofaro
I test saranno eseguiti sul posto dai tecnici dell’Asl. Solo in pochi si sono sottoposti volontariamente al test, e nessuno ai successivi approfondimenti diagnostici
PISTOIA. Verrà effettuato uno screening sanitario sui migranti della parrocchia di Vicofaro. A deciderlo, ieri, al termine dell’annunciata riunione del Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico, è stato il prefetto Licia Donatella Messina, per verificare se, dopo il caso riscontrato il 3 luglio, sia o meno in atto un diffuso contagio da tubercolosi tra gli ospiti di don Massimo Biancalani. Un allarme epidemia che è stato alla base dell’ordinanza urgente di sgombero immediato firmata giovedì scorso dal sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi.
«Dopo un approfondimento sulla situazione – ha spiegato la prefettura in una nota stampa – è stato concordato che il personale dell’Azienda sanitaria Toscana Centro prosegua nell’attività sanitaria, peraltro già avviata, effettuando uno screening delle persone che frequentano la comunità, a tutela delle stesse. Gli esiti degli accertamenti sanitari formeranno oggetto di una successiva riunione».
Le operazioni per l’accertamento sanitario sugli ospiti della parrocchia (che, in realtà, tra mille difficoltà, era già iniziato) prenderanno il via già domani e, sicuramente, vedranno il coinvolgimento, seppur discreto, delle forze dell’ordine, visti i precedenti: in occasione dei tentativi fatti dall’Asl dopo il caso riscontrato a inizio luglio, si sono verificati anche dei lanci di sedie da parte dei migranti nei confronti dei sanitari arrivati a Vicofaro. Solo in pochi, ad oggi, si sono sottoposti volontariamente al test, e nessuno ai successivi approfondimenti diagnostici.
Fatto sta che il vescovo Fausto Tardelli ha garantito che chiederà a don Massimo Biancalani di farsi portavoce con i migranti da lui ospitati (mediamente si tratta di circa 160 persone) della necessità della massima collaborazione con il personale dell’Asl, proprio per evitare che, in caso di disordini, debbano intervenire le forze dell’ordine.
Per verificare se una persona è stata contagiata dal batterio della tubercolosi, viene eseguito il cosiddetto test di Mantoux, iniettando sottopelle, nell’avambraccio, una piccola quantità di tubercolina. Dopo un periodo di 48-72 ore, avviene il controllo. A seconda della reazione cutanea riscontrata è possibile capire se il paziente è positivo. In caso di positività, si procede con l’esecuzione di ulteriori analisi al fine di confermare la reale presenza dell’infezione, attraverso, ad esempio, una radiografia ai polmoni, oppure, in presenza di tosse, l’analisi dell’escreato. Non sono rari infatti i “falsi positivi”.
A coordinare lo screening sarà l’Unità funzionale di Pistoia di Igiene pubblica e nutrizione, diretta dalla dottoressa Paola Piccioli.
Alla riunione di ieri mattina in prefettura, ritenuta necessaria per valutare i primi interventi di natura sanitaria necessari dopo l’ordinanza contingibile e urgente di sgombero, hanno preso parte il vescovo, il procuratore della Repubblica, il sindaco, il presidente della Provincia, il questore, il comandante provinciale dei carabinieri, il comandante provinciale della guardia di finanza, un rappresentante dei vigili del fuoco, i referenti dell’Asl e la presidente e la direttrice della Società della salute pistoiese.
Per portare a termine i test su tutti gli ospiti di Vicofaro sarà necessaria almeno una settimana, forse dieci giorni, dopo di che, in caso di positività di più persone dovrà essere attuata un’apposita procedura sanitaria per effettuare i successivi accertamenti diagnostici. Che potrebbe essere anche quella messa in atto quando all’interno della parrocchia si sviluppò un focolaio di Covid.
«Attualmente – spiega l’Asl Toscana centro, non volendo entrare nei particolari delle operazioni – è in corso l'indagine epidemiologica finalizzata alla valutazione della situazione sanitaria all'interno della comunità di Vicofaro. Il Servizio igiene pubblica dell’azienda tornerà presso la parrocchia di Vicofaro, in accordo con don Biancalani, per accertare le condizioni igieniche e di salute degli ospiti. Tutti i controlli e le visite necessari saranno effettuati in loco, senza spostare le persone. Eventuali aggiornamenti in merito saranno comunicati non appena in possesso degli esiti degli ulteriori accertamenti che potranno permettere di delineare più chiaramente la situazione e saranno discussi nella successiva riunione indetta dal prefetto con tutte le parti coinvolte».
Nella prossima riunione in prefettura del Comitato, infatti, a seconda di ciò che emergerà dallo screening, dovrà essere eventualmente stabilito con quali modalità eseguire l’ordinanza di sgombero.
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