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Pistoia, addio all’ex assessore Bertinelli. Una vita spesa per la politica

Pistoia, addio all’ex assessore Bertinelli. Una vita spesa per la politica

Era il padre dell’ex sindaco. Il primo incarico in consiglio nel 1975

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PISTOIA. Si è spento a 72 anni Giorgio Bertinelli, padre dell'ex sindaco di Pistoia Samuele. Politico di successo, amministratore oculato ed esponente di primissimo livello del mondo della cooperazione, Giorgio iniziò a militare nel Psi sin da giovanissimo seguendo le orme del padre Alessandro, piccolo commerciante di generi alimentari nella frazione collinare di Torri.

Inizialmente vicino alle posizioni autonomiste di Nenni, Giorgio Bertinelli col passare degli anni si spostò su posizioni più a sinistra. Diplomatosi perito tecnico, fu assunto, agli inizi degli anni Settanta, nell'organico amministrativo della Cna, assurgendo con il tempo sia alla carica di presidente provinciale che regionale.

Intanto, conscio che la politica sarebbe stata la sua grande passione per tutta la vita, iniziò la scalata all'interno del Psi pistoiese. Dopo essere stato il coordinatore di zona dei giovani socialisti, divenne responsabile prima cittadino poi provinciale del suo partito. Tuttavia, l'occasione per entrare nell'agone politico dalla porta principale, furono per lui le elezioni amministrative del 1975, come ricorda il consigliere comunale Giampaolo Pagliai, memoria storica della politica cittadina: «Furono quelle elezioni molto delicate per il Psi, che aveva l'obbligo di marcare le sue peculiarità riformiste sia nei confronti della Dc che del Pci allora in ascesa. Essendo possibile indicare quattro preferenze, io proposi agli elettori che conoscevo di accostare il nome di Giorgio al mio e a quello di altri due compagni. In questo modo Giorgio entrò in Comune per la prima volta e rimase consigliere comunale fino al 1994».

Fu comunque nella prima metà degli anni Ottanta che Giorgio Bertinelli riuscì a dare la sua impronta di amministratore alla città. Fu infatti assessore dal 1980 al 1985, prima nella breve esperienza del sindaco Renzo Bardelli, poi in quella più stabile di Vannino Chiti che lo ricorda così: «In quel periodo, il consiglio comunale di Pistoia fu una vera e propria palestra di democrazia per molti esponenti politici che, negli anni successivi, intrapresero strade anche importanti. Con Giorgio ho sempre avuto rapporti corretti, sempre nel rispetto della diversità di opinioni. La nostra amicizia si consolidò ancor più anni dopo, quando i miei incarichi politici nazionali mi portarono spesso a incrociarmi con lui che, nel frattempo, era assurto ai vertici della Lega della Cooperative».

Infatti, il suo riposizionamento a sinistra lo portò a livello partitico, a optare per le correnti di sinistra del Psi e ad accettare la carica di presidente provinciale della Lega delle Cooperative, per poi scalare i vari gradini dell'organizzazione. Nel primo decennio del nuovo millennio, fu anche nominato membro del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, incarico che conservò per circa cinque anni.

I suoi impegni politici lo portarono intanto sempre più lontano da Pistoia. Tornò ad occuparsi, da spettatore, di politica cittadina per seguire la scalata di suo figlio Samuele alla carica di sindaco.

Sempre però in disparte ma pronto a dispensargli i suoi preziosi consigli. Negli ultimi anni una grave malattia lo aveva profondamente prostrato. I suoi funerali, si sono svolti in forma privata. Commosso e conciso il ricordo del figlio Samuele, che sul proprio profilo facebook ha pubblicato (con rispetto e riservatezza) una foto di spalle del babbo con una delle sue nipotine.

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