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Pistoia, lavori all’Einaudi: c’è l’intesa. Verso il trasloco al provveditorato

di Lorenzo Carducci
La sede dell’ufficio scolastico in via Mabellini
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La sede dell’ufficio scolastico in via Mabellini

Sei aule e poi moduli prefabbricati. La preside: «Soluzione più concreta»

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PISTOIA.  In attesa della data ufficiale di avvio del cantiere al plesso storico dell’istituto Einaudi in via Pacinotti – auspicato nella prima decade di agosto – scuola e Provincia hanno raggiunto un’intesa di massima sulla sistemazione della ventina di classi che via via dovranno trovare collocazione per lo svolgimento dei lavori di messa in sicurezza ed efficientamento energetico, sismico e impiantistico per circa 3,2 milioni di euro.

Dall’incontro di ieri tra presidente della Provincia Luca Marmo e la dirigente dell’istituto professionale per i servizi commerciali e socio-sanitari Elena Pignolo (con lei il collaboratore Gianluca Messineo e il presidente del consiglio d’istituto Simone Pietro Bini), sarebbe emersa la sede alternativa che, con l’ausilio di moduli prefabbricati, consentirebbe lo svolgimento dell’attività didattica evitando grossi disagi. Si tratta dell’edificio pubblico di via Mabellini, già sede del provveditorato agli studi e della succursale del Forteguerri occupata dal liceo musicale, il cui pianterreno offrirebbe SEI aule idonee.

Soluzione che massimizzerebbe la propria importanza soprattutto quando oggetto di lavori sarà il primo piano dell’Einaudi, dove si trovano 15 spazi uffici compresi, mentre i 5 laboratori tra odontotecnici, di metodologia e di lingue – assieme all’archivio al piano terra – potrebbero essere traslocati intanto nella palestrina dove i bambini facevano arti marziali.

«Sono state vagliate diverse possibilità – premette la preside Elena Pignolo – ma quella che sembra concretizzarsi di più e creerebbe meno complicazioni sarebbe quella del pian terreno di via Mabellini, con aule grandi, da sistemare ma agibili e funzionali. Poi entro metà ottobre dovrebbero essere messi dei moduli prefabbricati sempre in quella sede. Avremo bisogno di 11 nuove aule in tutto, moduli compresi. Ovviamente ci sarà da strutturare l’orario in modo da far rimanere le classi nella solita sede per tutta la mattinata. L’importante è che non ci siano danni per ragazzi (in tutto 930, meno quelli che dovranno spostarsi».

«È rimasta da definire la data di avvio dei lavori – continua – spero che possano partire entro i primi dieci giorni di agosto, è bene iniziare subito visto che dovrebbero durare 18-24 mesi. Da parte della Provincia vedo buona volontà». Intanto il 26 luglio la ditta incaricata farà un sopralluogo per poi poter partire coi lavori in via Pacinotti, cominciando dal piano terra.

«L’idea della Provincia è procedere per microlotti (piano per piano), occupando una parte dell’immobile – spiega il presidente Marmo – modalità con cui al netto di alcuni aggiustamenti si dovrebbe riuscire a gestire le varie fasi. Sulla data d’inizio dei lavori vogliamo partire il prima possibile, è in atto la fase di contrattualizzazione con la ditta ma contiamo che possa chiudersi nel giro di qualche giorno anche perché sfruttare una parte dell’estate sarebbe importante». Per poter parlare di soluzione definitiva manca ancora qualcosina, ma grosso modo ci siamo. In ogni caso, la partita delle sistemazioni alternative non riguarda solo l’Einaudi: 40 milioni di euro piovuti dal Pnrr e destinati a diverse scuole tra città e Montagna. I primi istituti “cantierati” sono il Fermi di San Marcello e il Duca d’Aosta in viale Adua.
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