Gioco
Il Cervo Bianco a caccia del bis con i suoi tre destrieri vincenti
Giostra dell’Orso Il presidente: «Ci siamo preparati al massimo e sappiamo di essere bravi, poi c’è il fattore imponderabile della fortuna come in ogni sport»
PISTOIA. Nuova tappa del viaggio nei “covi” dei rioni di Pistoia: eccoci a casa del Cervo Bianco. L’appuntamento è alla scuderia “Giove Deus” sulla via Montalese, tra Pontenuovo e Santomato. Superando il cancello c’è solo spazio per lo stupore. Davanti ai nostri occhi c’è un’area verde immensa che fa da sfondo alla scuderia. Il colpo d’occhio regala momenti di suggestione. Contornato da un’alta siepe e dalle bandiere biancoverdi c’è l’anello che riproduce la pista di piazza Duomo. Ci accoglie il presidente Alessandro Giannini, al terzo mandato in questo impegnativo ruolo. Con lui il consiglio direttivo, i cavalieri e molti volontari. Si nota subito tanta bella gioventù che si occupa dei cavalli: «Puntiamo con grande soddisfazione sui giovani e sul loro entusiasmo» dice Giannini. I cavalli ci fanno compagnia con la maestosità che li contraddistingue. Il loro manto lucidissimo testimonia l’accuratezza con cui sono trattati.
Si parla subito della Giostra: «Abbiamo avuto due defezioni: una riserva e un titolare. Sono rimasti con noi i migliori – rivendica con una punta di orgoglio il presidente – Abbiamo preso un cavaliere di Narni e investito su due ragazzi che erano già con noi per farli crescere». Uno dei presenti ci scherza su: «Squadra che vince si cambia» dice.
Il Cervo Bianco è il detentore del titolo, avendo vinto la Giostra dell’Orso nel 2022. Giannini ci indica il proprietario della struttura, Nicola Sandroni, il quale è intento a sistemare la paglia nelle scuderie: «È qui da ventisette anni. Ci conoscevamo da molto prima. Siamo cresciuti insieme in mezzo ai cavalli al Centro ippico “Verginina” , che frequentavampo da adolescenti. Personalmente – ricorda – ho disputato il primo palio nel lontano 1977. Come rione siamo qui da una decina di anni. Nicola è anche un nostro dirigente – precisa – Qui abbiamo sei cavalli esclusivamente dedicati alla giostra, il più vecchio ha tredici anni. Dai primi marzo siamo qui a prepararci per farci trovare pronti».
La stupenda area verde è anche un formidabile punto di aggregazione per trovarsi a cena in tanti. «Lo facciamo per stare insieme non certo per coprire i costi. Per quelli è necessario contribuire con risorse proprie. Il Covid ci ha un po’ distrutto, ma la passione ci fa andare avanti. Contiamo su un centinaio di soci. Prima della pandemia erano molti di più».Un pronostico per la Giostra? «Come vincitori dell’ultima edizione puntiamo a ripeterci e le potenzialità ci sono. I cavalli sono gli stessi. I tre che hanno corso nella passata edizione e hanno vinto otto volte su nove sono gli stessi di quest’anno: Vento di Tempio, Ravanello e Puar de Brun».
La conclusione è un grido di sfida: «Ci siamo preparati al massimo e abbiamo la presunzione di essere bravini. Poi c’è il fattore imponderabile della fortuna come in ogni sport» conclude Giannini.
E per finire l’organigramma: presidente Alessandro Giannini; vice presidente Maurizio Burgassi; direttivo, Alessandra Giacomelli (cassiera), Sandroni Silvia (responsabile social), Maria Elena Gherardi (responsabile social), Cinzia Canni ( responsabile folklore), Maruska Novelli (segretaria e responsabile folklore), Enrico Scalmana (responsabile cavalli), Nicola Sandroni (coach, responsabile cavalli e cavalieri) Luca Civinini (responsabile musici), Antonio Montoro (responsabile del calcio), Gabriele Fattorini (responsabile della pallavolo); cavalieri, Alessandro Culatore, Andrea Corsini, Alessandro Coppini, Tommaso Suadoni, Marco Innocenti, Jacopo Caponecchia, Alberto Nanni; veterinario Armando Del Rosso, legale del rione, Arianna Mannelli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
