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Pistoia

La protesta

Pistoia, il comitato dei residenti di Vicofaro: «Troppi disagi, chiediamo i danni»

di Lorenzo Carducci
Pistoia, il comitato dei residenti di Vicofaro: «Troppi disagi, chiediamo i danni»

L’ultima denuncia: «Un ospite ha importunato una ragazza davanti alla chiesa»

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PISTOIA. Esasperati, stanchi e arrabbiati, decisi ad andare fino in fondo nelle sedi opportune, stavolta tramite un avvocato – Alberto Barni, 34 anni, con studio a Montecatini – che farà valere le loro istanze, se sarà necessario anche in giudizio. Più che chiare le intenzioni del comitato di residenti di Vicofaro, costituito alla fine dell’anno scorso per occuparsi dei continui disagi lamentati a causa della vicinanza alla chiesa di Santa Maria Maggiore dove don Massimo Biancalani ospita migranti e richiedenti asilo.

«Questi cittadini si sono rivolti ad un professionista dopo aver provato informalmente per anni a chiedere l’intervento delle istituzioni senza essere ascoltati – premette l’avvocato Barni dai giardini San Biagio dove ieri si è riunito il comitato diretto da Carmi Petrucciani, Riccardo Saracini e Gabriele Rafanelli – . Oggi a Vicofaro sono ospitate circa 150-200 persone, in un luogo che come certificato da tanti addetti ai lavori può contenerne 15-20. I residenti hanno costituito un comitato (circa 30 persone, nda) per potersi sedere ai tavoli istituzionali. Poi è venuta la scelta di un legale per risolvere alcune situazioni, in primis il ripristino delle condizioni adeguate di numero di ospiti e quindi anche igienico-sanitarie, oltre che di sicurezza e ordine pubblico».

Con la risolutezza, qualora ciò non avvenga, di fare causa agli enti preposti, su tutti Comune e parrocchia (e quindi diocesi) o di adire il Tar per la riforma di eventuali provvedimenti amministrativi sfavorevoli. La strada civile che illustra l’avvocato è quella del risarcimento dei danni, sia patrimoniali – come la svalutazione delle case e la difficoltà di trovare acquirenti per chi voglia lasciare la zona – ma anche non patrimoniali, come spiega sempre l’avvocato afferenti alle carenze di salute e sicurezza, con le persone che dichiarano di non sentirsi più libere di uscire dalle proprie abitazioni. «Abbiamo inviato alle istituzioni coinvolte cioè Comune, diocesi, parrocchia e prefettura delle diffide al ripristino della situazione rappresentando la sussistenza di questi danni – prosegue il legale – ma ad oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro (l’assenza di istituzioni è affermata anche da don Massimo, nda). Coi tempi tecnici, passerà tutto in mano alle competenti autorità giudiziarie».

Compresa la procura, nel caso di denunce o querele per episodi di rilevanza penale. Come quello di cui sarebbe stata testimone oculare una residente ieri mattina, quando una ragazza minorenne a passeggio col cane sarebbe stata importunata da un ragazzo della parrocchia. «Si è avvicinato sempre di più, la ragazza era molto in difficoltà – racconta – poi un signore dal terrazzo ha urlato al ragazzo di lasciarla stare e lui ha dato in escandescenza litigando col condomino. Abbiamo chiamato carabinieri e polizia che lo hanno fermato e identificato. La ragazza è tornata a casa impaurita».

«Vicofaro è una bomba a orologeria pronta ad esplodere con qualcosa di grave a cui siamo andati già vicini diverse volte. A quel punto chi non ha fatto nulla si farà un esame di coscienza» dice Gabriele Rafanelli. «Il peccato iniziale è di don Massimo, ma quello più grave è delle istituzioni» chiosa invece Carmi Petrucciani.

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