Il Tirreno

Pistoia

Il peso dei debiti

Pistoia, il dramma di due sorelle: «Abbiamo perso la casa e il vivaio, andremo con il letto in tribunale»

A sinistra Luciana Ferretti a destra Franca Ferretti
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A sinistra Luciana Ferretti a destra Franca Ferretti

La lunga storia di questa attività sta per concludersi nel peggiore dei modi: Luciana Ferretti è pronta anche a gesti eclatanti

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PISTOIA. Quando, nei primi giorni della prossima settimana, l’ufficiale giudiziario si presenterà ai cancelli del Garden Oasi Ferretti, metterà fine a un’attività che, per 33 anni, ha assicurato un lavoro a un’intera famiglia di vivaisti. Questa bella storia di lavoro sta per concludersi nel peggiore dei modi e Luciana Ferretti è pronta anche a gesti eclatanti, come portare il suo materasso davanti al tribunale di Pistoia per trascorrere lì la notte. Sì, perché in questa brutta vicenda, nel vortice debitorio è finito non solo l’attività ma anche la casa di famiglia, privando la famiglia Ferretti della sua stabilità.

Le sorelle Luciana e Franca Ferretti sono ormai gli ultimi membri della famiglia rimaste a presidiare il loro vivaio di via Spartitoio, accanto alle scuole Anna Frank. Da alcune settimane, hanno iniziato una svendita che le ha portate a svuotare gran parte delle serre ma molte piante, purtroppo, sono rimaste al loro posto. Quelle che resteranno invendute, andranno incontro a morte certa, visto anche il caldo opprimente di questi giorni. Nella scorsa settimana, è stata staccata l’energia elettrica, impedendo così il funzionamento del sistema di irrigazione. Nessuno quindi, anche volendo, potrà annaffiare le piante da vaso e quelle interrate nell’ettaro di terreno che, dal 1987, apparteneva alla famiglia. Questo angolo di verde, fra lo svincolo del raccordo autostradale e il borgo di Vicofaro è quindi destinato alla vendita all’incanto. Il 25 giugno scorso, un rinvio fece slittare la consegna delle chiavi che invece, nella prossima settimana, dovrà essere un fatto compiuto.

La vicenda che ha portato a una fine così traumatica di questa storica attività affonda le sue radici addirittura nel secolo scorso e prende spunto da un investimento che, se all’inizio poteva rivelarsi vantaggioso, alla fine si è dimostrato invece deleterio. Il tutto nacque dalla volontà di acquistare alcuni ulivi secolari. In partenza l’interessamento dell’azienda a conduzione familiare era per 15 piante, in seguito però ridotto soltanto a 5. Questo dissidio fra acquirente e venditore ha portato nel tempo a una serie di vicende giudiziarie che hanno messo a dura prova la famiglia, inducendola a rivolgersi ad alcuni istituti bancari per dei finanziamenti.

Malgrado la buona volontà, l’azienda non è però riuscita a sopportare il peso debitorio che si è fatto insostenibile. Gli anni della pandemia, con il mercato completamente bloccato ma con le spese gestionali che sono state comunque affrontate, hanno poi fatto il resto, condannando la famiglia Ferretti a issare bandiera bianca. Nel tracollo finanziario, i creditori sono poi riusciti anche ad attaccare l’abitazione di famiglia, con il risultato che adesso, il dissesto finanziario si è portato via anche la casa.

Di questa situazione parla a malincuore Luciana Ferretti, mentre sta cercando di piazzare le ultime piante in vaso per sottrarle a morte certa: «Si sono accaniti contro la nostra azienda, rifiutando ogni tentativo di accomodamento. Il valore del fondo era partito da 400mila euro ma poi era sceso a 97mila a causa dei vari ribassi che si sono succeduti. Questa per noi tutti è una tragedia in quanto nel monte debitorio è finita anche la nostra abitazione. Io ho due figli a carico e sono invalida all’80%. La mia intenzione è quella di ricorrere a gesti eclatanti. Sono pronta infatti a portare il mio materasso o davanti ai cancelli chiusi del vivaio oppure, meglio ancora, a sistemarlo davanti all’ingresso del tribunale, per far capire a tutti la loro condotta».
 

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