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Inceneritore di Montale, tre le proposte per la riconversione dell’impianto

Inceneritore di Montale, tre le proposte per la riconversione dell’impianto

Il risultato della ricerca di un partner che si occupi anche della gestione. Il direttore: «Sono tutti colossi del settore e si basano su processi tecnologici diversi»

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MONTALE. Il futuro del termovalorizzatore di Montale inizia a delinearsi. Sono infatti 3 le proposte sulla sua evoluzione giunte sulla scrivania di Edoardo Franceschi, l’amministratore unico della Cis spa, la società a capitale interamente pubblico proprietaria dell’impianto. Formata con la partecipazione dei Comuni di Agliana, Montale e Quarrata, Cis ha promosso il 23 aprile scorso una manifestazione di interesse con cui ricercava sul mercato un partner per la riconversione dell’impianto e per la sua futura gestione.

Attualmente, i rifiuti vengono sottoposti a termovalorizzazione. Il risultato finale di questo processo è la produzione di una grande quantità di energia elettrica che, oltre a soddisfare le necessità di funzionamento dell’impianto, viene immessa nella rete elettrica nazionale. Il termine indicato, seppur non perentorio, era quello del 12 giugno scorso e, a quella data, ben tre colossi del settore ambiente si sono fatti avanti, per la grande soddisfazione di Edoardo Franceschi: «Il nostro bando fissava dei requisiti piuttosto stringenti sui potenziali pretendenti alla gestione, restringendo in pratica la rosa a quelle realtà che già operano da tempo e con successo nel trattamento dei rifiuti. Il fatto che abbiano risposto in 3, è per noi motivo di grande orgoglio, in quanto è un palese riconoscimento dell’importanza e dell’appetibilità del nostro impianto».

Attualmente, la gestione dell’impianto è affidata alla Laudurner, un’importante azienda di Bolzano il cui contratto andrà a scadenza il 30 giugno del 2024, con la possibilità però di una proroga semestrale. Quando quindi manca ormai meno di un anno a questa data, Cis inizia quindi a guardarsi intorno e, il 18 luglio prossimo, porterà le 3 proposte all’attenzione dei soci, come puntualizza ancora l’amministratore unico di Cis spa Edoardo Franceschi: «Per quella data è fissata un’assemblea per l’approvazione del bilancio a cui parteciperanno i sindaci dei tre Comuni proprietari dell’azienda. Sarà senz’altro quella l’occasione, per i soci proprietari, di visionare le tre ipotesi attualmente sul campo per il futuro dell’impianto. Tuttavia, visto che ancora i soci non sono stati informati, non possiamo evidenziare le tecnologie proposte da questi 3 progetti. L’unica cosa che è possibile rendere noto in questa fase, è che ciascuna soluzione si basa su un processo tecnologico diverso ma che tutte e 3 poggiano sulle più moderne concezioni tecniche».

Se quindi lo scopo della manifestazione di interesse è quello di assicurare un futuro sostenibile all’impianto, le coordinate da seguire per una sua riconversione comportano però l’osservanza di alcuni principi cardine evidenziati dall’amministratore delegato: «La sostenibilità ambientale è un valore irrinunciabile. Per questo essenziale sarà la tecnologia proposta per il funzionamento del futuro impianto. Non potrà poi essere sottovalutato l’aspetto economico, visto che i livelli di energia elettrica immessi in rete sono molto elevati e assicurano una più che soddisfacente ricaduta economica. Infine, ma non ultima delle questioni, bisogna tenere conto delle ricadute occupazionali. Attualmente ci sono 34 dipendenti che gravitano sull’impianto e questo livello deve essere mantenuto».

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