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Pistoia

La tragedia

Pistoia, la moglie dell’operaio morto: «Ciao mio Saurino, resta un grande vuoto ingiusto e assordante»

di Alessandra Tuci
Pistoia, la moglie dell’operaio morto: «Ciao mio Saurino, resta un grande vuoto ingiusto e assordante»

Stroncato un malore fatale mentre aveva finito il turno di lavoro: aveva 54 anni. La toccante lettera della moglie

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PISTOIA. «Un uomo semplice, di poche parole. A lui non servivano perché parlava con lo sguardo. Non c’è niente di più semplice in questo mondo, che è umanamente complicato». Silvia Battistini ricorda così, in una lettera intensa, il marito Sauro Torrigiani, scomparso a 54 anni per un malore fatale mentre aveva finito il turno di lavoro, su un cantiere stradale a Pisa. I funerali si terranno oggi alle 17,30 alla Croce Verde di Pistoia.

«Sauro era semplicemente Saurino. Poche parole e grandi risultati – continua la moglie – perché sapeva dove mettere le mani e sapeva farlo bene. Molto bene. Con Saurino ti sentivi a tuo agio subito. Era sorridente, concreto, gentile». L’uomo, residente a Pistoia e dipendente da diversi anni della ditta Giannini Giusto di Porcari, stava camminando verso il camion che lo avrebbe riportato a casa dopo il turno di lavoro quando all’improvviso è crollato a terra. Esanime sull’asfalto, è stato soccorso dai compagni di lavoro e poi rianimato invano dal medico del 118. Tentativi di rianimazione sono proseguiti anche dopo, senza successo. L’uomo era ormai privo di vita. Martedì scorso è stata effettuata anche l’autopsia per capire le cause di una morte così assurda. Torrigiani ha lavorato per trent’anni come idraulico alla ditta Idroland Ferri, quindi era molto conosciuto nella sua Pistoia.

«Stava bene – aveva raccontato un collega – non aveva mai avuto problemi di salute apparenti». Come nei giorni precedenti aveva lavorato dalla mattina sul cantiere allestito in via Aurelia Nord, all’altezza del cavalcavia del fiume Morto, a Pisa. Anche il Pistoia Basket aveva espresso le condoglianze per la scomparsa dell’uomo, fratello di Paolo Torrigiani, il custode della squadra, conosciuto come Paolino.

La moglie ricorda Sauro con una lettera toccante. «Saurino era quello che chiedeva: come posso aiutare? Entrava a far parte di quella categoria di uomini che non possono stare a guardare. Saurino ci lascia a soli 54 anni in un momento della vita dove la serenità e i progetti per il futuro sono l’eco che risuona nella testa del suo grande amore. La sua Silvia. La sua compagna di vita, il suo punto fermo, la cima della montagna, il suo tutto». A lei, ma non solo a lei, ha lasciato il tempo di riflettere sull’importanza che diamo alle cose. «Continuerà a vivere nei ricordi di tutti coloro che lo hanno conosciuto e sono moltissimi e non smetterà di mancare. Perché il vuoto che resta è assordante, ingiusto, profondo. È complicato anche metterlo per scritto, perché le parole lui non le avrebbe usate. Avrebbe intensificato lo sguardo, avrebbe fatto un cenno con la testa. E capire sarebbe stato inequivocabile per chiunque».


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