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«Pronti a protestare a Firenze»: la Fondazione Maic contro la Regione
Pistoia, lo scontro è legato al ritardo nell’erogazione dei finanziamenti
PISTOIA. L’assemblea della fondazione Maic ha deciso: se la Regione continuerà a ignorare il suo grido di aiuto, i dirigenti e gli operatori delle varie strutture sono pronti a marciare su Firenze con i loro assistiti. Si profila quindi all’orizzonte una forma di protesta clamorosa che, se attuata, porterebbe a un livello mai visto lo scontro fra la fondazione pistoiese e la Regione. Il principale punto di frizione è il forte ritardo accumulato dalla Regione nell’erogazione dei finanziamenti a fronte di maggiori prestazioni richieste. Ad oggi la fondazione Maic ha accumulato un passivo intorno ai 400 mila euro, che da tempo toglie la serenità necessaria a coloro che ci lavorano. I dipendenti della fondazione sono 147, che prestano assistenza a 2200 persone affette da patologie di vario genere. I minori di 18 anni sono circa 140.
A fronte di questi numeri e ben conscio della funzione sociale che la fondazione ricopre da tempo a Pistoia e in tutta la sua provincia, il presidente Luigi Bardelli afferma: «Quello che mi rattrista maggiormente è il forte disinteresse che avverto nei nostri confronti. La fondazione Maic costituisce un baluardo di aiuto e speranza per gli ammalati e per le loro famiglie d è per questo che chiediamo alla Regione di non indugiare oltre a riconoscerci l’aiuto necessario».
Durante l’assemblea di ieri, seppur con toni pacati, si è quindi deciso di passare all’azione e lo si è fatto non solo in virtù dell’aiuto economico che si aspetta dalla Regione, ma anche in virtù di altre criticità che il presidente Bardelli ha illustrato. «Non possiamo più tollerare la legge regionale che impone che, compiuti 65 anni, una qualsiasi persona debba lasciare l’ambiente in cui è stato finora assistito per essere destinato a una Rsa. A nostro parere questo modo di agire è inumano e più volte lo abbiamo detto a chi di dovere. Altro punto di frizione, è il mancato riconoscimento del fatto che, per determinati soggetti, occorrono almeno due operatori per poterli gestire in sicurezza. Questo la Regione non lo approva e noi siamo in piena difficoltà perché, pur assicurando noi l’assistenza che riteniamo necessaria, non la vediamo poi riconosciuta in termini economici in sede di rimborso regionale. Terzo punto che ci induce alla protesta, è la mancata stipula della convenzione con il nostro centro diurno per persone autistiche che abbiamo allestito alla Villa della Duchessa».
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