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Pistoia, allarme dalla Fondazione Maic: a rischio stipendi e servizi

di Massimo Donati
La sede di via San Biagio della Maic, e in alto a destra Luigi Bardelli e, sotto, Alessandro Capecchi
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La sede di via San Biagio della Maic, e in alto a destra Luigi Bardelli e, sotto, Alessandro Capecchi

«Disavanzo di 400mila euro e nessun aiuto dalla Regione»

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PISTOIA. Con le sue sei strutture, è una delle realtà comunemente riconosciute tra le migliori della Toscana per quanto riguarda l’assistenza alla disabilità: 2. 200 persone seguite nell’intera provincia di Pistoia, 140 delle quali, soprattutto bambini e ragazzi, non solo a livello ambulatoriale. Servizi, in convenzione con Asl e Società della salute, garantiti anche grazie ai suoi 147 dipendenti. Che adesso però vedono il loro stipendio a rischio. Come a rischio è anche il livello di servizi attuale.

La Fondazione Maria Assunta in Cielo – la Maic, la ex Aias per i pistoiesi – si trova infatti a dover far fronte a un disavanzo di bilancio di 400mila euro, in un certo senso figlio della pandemia ma anche del disinteresse totale da parte della Regione, che non accenna a intervenire per cercare un rimedio. Anzi, a parità di budget annuo per il rimborso delle rette e di fronte a un incremento dei costi del personale, ha imposto l’erogazione di ulteriori servizi. Stando a quanto denuncia il presidente del consiglio di amministrazione Luigi Bardelli, che annuncia un’imminente mobilitazione di protesta, a partire da oggi, giorno in cui si svolgerà l’assemblea dei soci.

«Abbiamo 147 dipendenti che in questo momento soffrono perché non si sa se si arriverà a pagar loro gli stipendi – spiega – A causa del Covid c’è stato questo deficit di 400 mila euro, che sarà molto difficile ripianare».

Deficit dovuto al fatto che durante la pandemia, ad esempio, il numero dei ragazzi seguiti come servizio diurno, a causa della contrazione del virus da 140 è sceso attorno agli 80-85. E di conseguenza è sceso anche l’importo del rimborso delle rette. Ma non quello dei costi fissi e degli stipendi pagati ai dipendenti.

«Dopo tre mesi di cassa integrazione la Regione non ha fatto altro, ma non è che finita la cassa integrazione è finito anche il Covid, che ha avuto diversi colpi di coda – spiega il presidente della Fondazione – E adesso, non solo la Regione non è intervenuta ma ci aggiunge altri servizi da erogare, senza che nessuno ce li sottoscriva: abbiamo dovuto prendere in affitto una struttura in cui seguire, in una sorta di piccolo diurno, bambini con particolari problemi. Con impiego di ulteriore personale. Ma alla fine noi gli stipendi li dobbiamo pagare. E ora si rischia davvero di dover ridurre l’attività della Maic. La Fondazione è un patrimonio della città, ma non si trova un interlocutore. Ho parlato con i vertici della Sanità, ho parlato anche con Giani, che mi ha detto che avrebbe convocato una riunione. Niente. Per cui dobbiamo ricorrere alla protesta. Domani (oggi per chi legge, ndr) ci sarà l’assemblea ordinaria dei soci per l’approvazione del bilancio. Evidentemente non sarà limitata a questo, ma sarà l’inizio di una protesta dura che proseguirà sicuramente per diversi giorni».

Una protesta già iniziata ieri, rendendo pubblico il problema Maic grazie all’intervento del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi, particolarmente legato alla fondazione. Che ha presentato un’interrogazione.

«La Regione dovrebbe avere una maggiore attenzione per la Fondazione Maic, fondamentale realtà socio-sanitaria di Pistoia – spiega Capecchi – Si è, invece, rivelata sorda di fronte alle reiterate richieste di aiuto della Fondazione, che si trova in gravi difficoltà economiche. C’è il rischio concreto di licenziamenti e anche dell’impossibilità di continuare a garantire servizi sanitari e socio-sanitari per tanti ragazzi e persone con disabilità. Purtroppo, la Fondazione è stata lasciata sola dalla Regione».

La Fondazione ha come detto sei strutture in cui garantisce i propri servizi: oltre a quella storica di via San Biagio e a quelle di Barile e Pieve a Nievole, spicca anche quella a Marina di Massa, in cui da oltre quarant’anni viene garantita ai ragazzi seguiti un’esperienza riabilitativa estiva al mare.

E a proposito di esperienze riabilitative di eccellenza, nella sua interrogazione il consigliere Capecchi chiede anche perché la Regione non abbia pagato le rette giornaliere per l’iniziativa “Riabilitazione itinerante-Crociera della Fondazione Maic nel Mediterraneo”, un viaggio organizzato come terapia riabilitante per 170 ragazzi, ragazze e adulti.

«Una mancanza di aiuto – accusa Capecchi – che ha caricato ulteriormente i bilanci già in difficoltà della Fondazione e delle famiglie coinvolte. Le persone con disabilità hanno necessità di queste strutture e di questi servizi, la Regione deve sostenere una realtà d’eccellenza che, da decenni, si distingue nell’assistenza sanitaria».

Anche Capecchi sottolinea il nuovo servizio chiesto dalla Regione per assistere un numero consistente di ragazzi in età evolutiva che hanno necessità di un trattamento particolare per le loro gravi problematiche: «Costi relativi a personale e affitto dei locali sono stati interamente sostenuti dalla Fondazione, senza che dalla Regione si sia avuto un piano organico di lavoro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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