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Pistoia

Il caso

Uccisa nel letto, Ruscio chiede di essere interrogato: «Voglio dire ai pm cos’è successo»

di Massimo Donati
Uccisa nel letto, Ruscio chiede di essere interrogato: «Voglio dire ai pm cos’è successo»

Pistoia, telefonata dal carcere del ragioniere indagato per l’omicidio della madre

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PISTOIA. Sarà nuovamente interrogato dai pm, probabilmente nei primi giorni della prossima settimana, Patrizio Ruscio, unico sospettato per l’omicidio della madre Ottavina Maestripieri, soffocata nel suo letto la mattina del primo giugno. È stato lo stesso sessantenne ragioniere pistoiese a chiedere, telefonando dal carcere al proprio avvocato, di parlare con gli inquirenti: per raccontare la verità, ha detto, su ciò che è successo quella tragica mattina nell’appartamento di via Monteverdi.

Una telefonata arrivata all’avvocato Francesco Stefani ieri mattina, poco prima che il legale si presentasse in procura per prendere parte al conferimento dell’incarico da parte dei pm a un consulente tecnico per l’estrapolazione dei contenuti informatici dei cellulari e del pc sequestrati all’indagato. Probabilmente alla ricerca di un eventuale movente, oppure di quel coinvolgimento nel delitto di altre persone ipotizzato il medico legale Fabio Fondelli, consulente di parte della difesa, alla luce dei segni di violenza ritrovati nel corso dell’autopsia sul collo e sul volto della vittima.

Nelle memorie dei dispositivi elettronici potrebbero inoltre esserci tracce delle insistenti “pressioni” che da tempo Ruscio subiva da parte dei suoi creditori, alcuni dei quali sono addirittura arrivati a picchiarlo, spiega l’avvocato. Precisando che la madre, per aiutare il figlio a far fronte ai debiti, ormai non possedeva più nulla. Rischiava addirittura lo sfratto dal suo appartamento, che le era stato pignorato: entro il 5 luglio avrebbe dovuto pagare affitti arretrati per oltre 8mila euro.

La prossima settimana Patrizio Riuscio, con i pm Claudio De Gaudio e Linda Gambassi, titolari dell’inchiesta, potrebbe chiarire anche tutti questi aspetti.

«Mi ha telefonato manifestando l’intenzione di presentarsi davanti ai pubblici ministeri per rendere dichiarazioni – spiega l’avvocato Stefani – in quanto mi ha fatto presente che ha delle cose da chiarire, degli aspetti da precisare. Spero che da questo interrogatorio venga fuori una verità che possa essere utile non solo alle indagini ma anche a lui, visto che è suo interesse, in questo momento, dire quello che sa. Non so di che cosa si tratti, mi ha detto soltanto che ha intenzione di spiegare per filo e per segno quello che è accaduto quella mattina e che l’esito del primo interrogatorio che ha subito, avvenuto in un omento di particolare crisi emotiva, nell’imminenza dell’accaduto, non ha rappresentato la realtà dei fatti. Mi ha fatto capire che ha necessità di confrontarsi con i pubblici ministeri e sono convinto che darà un contributo decisivo alle indagini. Non so in che termini, perché no me lo ha detto – sottolinea il legale – ma mi ha telefonato per chiedermi di fissare urgentemente questo interrogatorio».

Entro oggi l’avvocato Stefani, dopo averne parlato ieri con i pm, invierà in tal senso una richiesta ufficiale alla procura.

Uno degli elementi che pesa maggiormente sul 60enne ragioniere pistoiese è il graffio che presentava sul volto la mattina dell’omicidio: è in corso la comparazione tra il suo dna e quello del materiale biologico trovato sotto le unghie della madre, rimasto lì, quasi certamente, come conseguenza di un estremo tentativo di difesa.

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