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Pistoia, macelleria Maurizio Calanchi: un sfida che dura da 50 anni. E ora si lancia anche sul pesce

Pistoia, macelleria Maurizio Calanchi: un sfida che dura da 50 anni. E ora si lancia anche sul pesce

L’attività, aperta nel 1974, si trova in viale Antonelli

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PISTOIA. Tra i negozi storici che resistono a crisi e a grande distribuzione c’è anche la macelleria Calanchi Maurizio in viale Antonelli, aperta nel 1974 dallo stesso Maurizio e al cui interno oggi lavorano anche la moglie Tiziana, il figlio Francesco e un dipendente, Samuele. Continua la nostra iniziativa per la valorizzazione delle attività con Confcommercio. «Quando il mio babbo ha aperto il negozio io non ero ancora nato – ha raccontato Francesco – era un ragazzino di ventuno anni alle prime armi, appena tornato dal militare. Nei primi giorni di apertura una signora, diventata cliente abituale, entra in negozio e gli dice: “Mi dispiace per te, ma tutti i macellai che c’erano prima hanno chiuso”; chissà forse il babbo ha preso questa frase come stimolo per dimostrare il contrario: alla fine ci ha saputo fare ed è stato bravo». Il tempo ha provato che quel ragazzetto aveva la stoffa per creare dal nulla la propria attività e, a distanza di quasi cinquant’anni, la macelleria è ancora attiva con l’aggiunta, dietro al bancone, del figlio Francesco: «Da quando ho smesso di giocare a calcio sono diventato parte integrante del negozio – ha spiegato – questo passaggio generazionale ha comportato un necessario sviluppo: trovare un giusto equilibrio fra innovazione e tradizione». Proprio tale aspetto è fondamentale per soddisfare il cliente: «Sono molto richiesti cibi già pronti e veloci da portare in tavola, tutti cucinati da noi come fatti in casa – ha proseguito Francesco – inoltre la conservazione o sotto vuoto o a bassa temperatura consente alle famiglie di consumare i prodotti dopo più giorni». Questa volontà di rimanere al passo coi tempi si vede anche dal nostro venerdì un po’ fuori dal comune, in cui cuciniamo il pesce: a settimane alterne facciamo una volta il cacciucco e una volta la paella, ma abbiamo anche branzini al forno, baccalà alla livornese». Un valore aggiunto su cui il negozio punta molto è la qualità delle materie prime e il rapporto con i fornitori: «Selezioniamo le carni scegliendole da allevatori che conosciamo e che hanno una certa filosofia: sapere la provenienza è fondamentale. Ricerchiamo i prodotti migliori: se viene messa passione, l’alimento non può che essere buono perché fatto al massimo delle potenzialità». I proprietari della macelleria e i loro fornitori sono legati dunque da un rapporto di fiducia e stima reciproca che viene trasmesso al cliente, il quale sa che troverà in negozio qualità, trasparenza e cortesia: «Le persone vengono da noi anche per chiacchierare e conoscere il prodotto». In un periodo storico complesso come quello attuale non è semplice gestire un’attività, ma l’importante è «cercare di fare il meglio di quello in cui credi – ha proseguito – valorizzando i più giovani che, se volenterosi, danno sempre qualcosa in più con il loro entusiasmo e la loro maggior dimestichezza con il digitale». Dunque la capacità di adattarsi ad un mondo in continuo cambiamento e l’interesse verso le novità sono parte della filosofia di Francesco: «Sono aperto mentalmente: mi piace assaggiare tutto e valutare. Non sono contrario a chi è vegetariano, mentresula carne sintetica sono un po’scettico”.l

Chiara Capecchi

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