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Maiale sfuggito al macello, la proposta di un’associazione: «Portiamolo in un santuario per animali liberi»
Pistoia, l’animale era stato avvistato in un parcheggio in via del Chiassetto e poi in alcuni giardini privati a Cantagrillo, nel comune di Serravalle. Il Comune: se hanno i requisiti non ci opponiamo
PISTOIA. Lo avevano visto girovagare tra le auto all’interno di un parcheggio in via del Chiassetto, poi spostarsi all’interno di alcuni giardini privati. Appena scorgeva persone che, comprensibilmente gridavano o cercavano di avvicinarsi, lui, ferito, si ritraeva e si spostava. O cercava protezione nell’angolo di un’aia, come nella foto qui accanto.
La storia del maialino (a dire la verità un esemplare di dimensioni considerevoli) che il 5 giugno era stato recuperato a Cantagrillo, frazione del Comune di Serravalle, è salita alla ribalta delle cronache. Il suino è stato preso, in affido temporaneo, da un allevatore della zona, ma dopo quella della scorsa settimana una seconda associazione chiede ora al Comune di adottarlo: «Vogliamo portarlo in uno dei nostri santuari per animali liberi», dice Sara d’Angelo, presidente di “Vitadacani”.
Il maiale era stato avvistato una prima volta in un parcheggio di via del Chiassetto. Ferito, il grugno sanguinante, la paura evidente negli occhi, si era poi spostato nel giardino di alcune abitazioni private. Da una era scappato distruggendo uno stendino per i panni, nell’altra, a un certo punto, si era accovacciato impaurito in un angolo. Il proprietario, avvertito dal figlio, aveva chiamato un veterinario, poi i vigili urbani. Che a loro volta avevano contattato l’Asl. Quel maiale non risultava essere di proprietà di allevamenti in zona o nei comuni limitrofi. Ecco allora la telefonata a un allevatore di Casalguidi, che aveva accettato di prenderlo in affido temporaneo.
Sui social si sono scatenate le fazioni: quella del “quanto è buono, pensa a salsicce e prosciutti”, e quella che invitava a contattare associazioni animaliste e a lasciare libera la bestia, che quella libertà se l’era, in un certo senso, guadagnata. È probabile, infatti, che il maiale sia scappato mentre veniva portato al macello.
«Abbiamo appreso dagli organi di stampa – spiega d’Angelo – la notizia dell’animale recuperato mentre vagava per il paese. Credo sia importante dare un segnale di empatia e di comprensione verso creature viventi da parte dell’amministrazione serravallina». La fuga verso la libertà dell’animale è «mai come in questo periodo, foriera di speranza». L’associazione milanese avrebbe la possibilità di trovargli una sistemazione in un rifugio in regola con i requisiti normativi: «Una volta eseguite le procedure di verifica – conclude Sara d’Angelo – ci rendiamo disponibili a portarlo in uno dei santuari della Rete».
«L’animale sta bene, voglio rassicurare tutti – dice Federico Gorbi, vicesindaco di Serravalle – Da parte nostra non c’è opposizione ad affidarlo a un’associazione. Dobbiamo verificare che chi fa richiesta di adozione sia in possesso dei requisiti di legge, ma non ci opponiamo».
Vediamo come evolverà la storia.
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