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Pistoia

Le indagini

Anziana uccisa nel letto a Pistoia, il figlio interrogato per la seconda volta

Anziana uccisa nel letto a Pistoia, il figlio interrogato per la seconda volta

L’avvocato presenterà oggi la richiesta ai pm: «Molte cose devono essere ancora precisate»

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PISTOIA. L’attesa telefonata dal carcere, da parte del suo assistito, invitato a riflettere sulla gravità della situazione, ieri non è arrivata, ma questa mattina l’avvocato Francesco Stefani presenterà ugualmente ai pm titolari dell’inchiesta la richiesta per un nuovo interrogatorio. Perché secondo lui «ci sono molte cose che devono essere precisate». «Un atto – ha spiegato – nell’interesse dell’indagato», Patrizio Ruscio, il 60enne ragioniere pistoiese sospettato di aver ucciso la madre Ottavina Maestripieri la mattina del primo giugno scorso.

Il legale sarà questa mattina in procura in occasione del conferimento a un consulente tecnico da parte dei pm dell’incarico di estrapolare i dati informatici contenuti nei cellulari e nel pc sequestrati a Ruscio. Lunedì pomeriggio, Stefano aveva incontrato il suo assistito nel carcere di Prato, dove si trova recluso da poco più di una settimana, non per il delitto in questione bensì per il fatto di essere evaso dalla detenzione domiciliare la mattina in cui, come ha sostenuto finora, ha trovato la madre morta nel suo letto. E durante il colloquio gli ha spiegato la gravità della situazione e come, qualora avesse qualcosa di utile per le indagini da dire, dovesse farlo rapidamente.

Anche perché, un’eventuale confessione avrebbe un peso nel caso di una futura condanna solo qualora arrivasse prima di una prova inconfutabile come potrebbe essere quella del dna: il confronto tra il patrimonio genetico delle tracce trovate sotto le unghie della madre e quello del campione prelevato al figlio. Da ricordare come il 60enne ragioniere pistoiese, la mattina della morte della madre, presentasse un vistoso graffio sul volto, a suo dire causato da un cane.

Come accennato, Ruscio si trova in carcere in quanto il tribunale di sorveglianza di Firenze ha deciso di revocargli, e di aggravarla con quella della restrizione in carcere, la misura della detenzione domiciliare alla quale era sottoposto per scontare la pena patteggiata davanti al giudice di Pistoia lo scorso anno per un reato di truffa. Decisione maturata in relazione al fatto che la mattina in cui si è recato a casa della madre ha commesso il reato di evasione, in quanto gli obblighi impostigli dal tribunale prevedevano che si potesse allontanare dalla propria abitazione soltanto per due ore al giorno, dalle 10 alle 12.l

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di Redazione web