Italia
Mezzo secolo di aiuto e solidarietà grazie alla Caritas di San Marcello
In un libro la storia dell’associazione voluta da Umberto Arcangeli. La figlia Laura: «Fu dopo un viaggio a Lourdes che mio padre sentì la necessità di assistere chi aveva bisogno»
SAN MARCELLO. È dalla lungimiranza delle persone, dal saper guardare oltre il proprio presente, che a volte nascono esperienze e realtà che si consolidano nel tempo e che diventano aiuto per gli altri. Ed è per questo, e grazie a Umberto Arcangeli, che ancora oggi, a distanza di cinquant’anni, a San Marcello esiste ancora la Caritas. Che, dopo l’Avis, è la realtà associativa più longeva che esiste sul territorio.
Da allora le mansioni della Caritas di San Marcello sono cambiate a causa delle nuove normative, ma l’attenzione per il prossimo e l’aiuto solidale sono rimasti integri. E dimostrazione di questo è il “Fondo permanente di solidarietà”, nato alcuni anni dopo la fondazione, nel 1977, e che da allora è riuscito a raccogliere 500mila euro attraverso la generosità della popolazione a beneficio di coloro che si trovano in difficoltà.
Dopo un pellegrinaggio a Lourdes, Umberto Arcangeli sentì il bisogno di assistere i malati in ogni forma possibile, ma anche tutti coloro che avessero bisogno di aiuto morale e materiale. «Fu allora – ricorda la figlia Laura – che dettero vita all’operazione “cucchiaio”, cioè un aiuto ai malati in ospedale durante i pasti».
Umberto Arcangeli fu aiutato da don Cesare Tognelli e suor Maria, una delle suore in servizio all’ospedale Pacini, nel creare la Caritas. L’associazione adesso ha compiuto mezzo secolo di vita e per l’occasione è stato scritto un libretto in cui se ne ricordano la storia e ciò di cui si occupa adesso: “50 anni di Caritas sulla montagna pistoiese”, a cura della Caritas parrocchiale di San Marcello. Un lavoro iniziato dal figlio Gabriele.
Nel 1984 il gruppo di volontari diventò attivo anche nella casa di riposo Villa Serena di San Marcello e nei primi anni Novanta organizzò il primo corso di formazione dei volontari. Arcangeli fu inoltre il primo ad attivare il servizio di Telesoccorso. Assieme ai supporti sanitari di cui curava l’acquisto, questi sono solo pochi esempi di ciò che creò una figura lungimirante e vulcanica come Umberto Arcangeli.
«Io sono cresciuta – spiega la figlia Laura – con questi valori di solidarietà e attenzione nei confronti del prossimo. Anche grazie all’esempio di mia madre, sempre altruista. Ne sono stata impregnata».
Adesso la Caritas è ben diversa da quella di mezzo secolo fa.
«È cambiata a causa delle normative – spiega Daniela Fratoni, la coordinatrice – e non possiamo più andare a Villa Serena o negli ospedali. Ma lo scopo di stare vicino alle persone, di essere vicino a coloro che hanno bisogno, anche solo per socializzare e non farli sentire soli, è rimasto intatto. Questa, ad esempio, è la funzione del “Pranzo delle signore”, che una volta l’anno organizziamo. Sono molte le donne rimaste sole e che in quella giornata riescono a essere più serene. Anche il nuovo parroco si è accorto di quanta solitudine c’è in montagna. Poi siamo attivi con il “Fondo permanente di solidarietà” che in questi decenni ha raccolto 500mila euro per aiutare agli altri. E spesso siamo attivi con progetti di aiuto anche per l’estero e non solo per l’Italia, come nel caso attuale dell’Emilia Romagna. Tutto questo grazie alla generosità della popolazione e al nostro volontariato che, purtroppo, è sempre meno numeroso».
Il libretto lo si può ritirare nella chiesa di San Marcello o contattando la Caritas, lasciando un’offerta.
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