Il Tirreno

Pistoia

L’incidente

Pistoia, morto a 47 anni. Il ricordo: «Il suo scopo era prendersi cura della madre anziana e del fratello»

ll tragico incidente di venerdì sera a Bottegone (foto Nucci)
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ll tragico incidente di venerdì sera a Bottegone (foto Nucci)

Dolore a Bottegone e alla Vannucci Piante per la morte di Vito Cantarella

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PISTOIESE. Sulla Casa del Popolo di Bottegone aleggiava una cappa di tristezza. Tutti i frequentatori del circolo conoscevano infatti benissimo Vito Cantarella, l’operaio vivaista che venerdì sera è morto schiantandosi con il suo scooter contro un pickup che era fermo, con il conducente ancora a bordo, al lato della strada, in via Ferdinando Fanti. Sull’asfalto, nessun segno di frenata.

Vito Cantarella aveva appena lasciato il locale, dove era solito fermarsi dopo il lavoro e dove, saltuariamente, trascorreva le serate. Non era abituato a far tardi. Di norma, come hanno ricordato alcuni clienti abituali della Casa del Popolo, attorno alle 22 salutava tutti per far rientro alla sua abitazione. Dove viveva con l’anziana madre e il fratello Tito, il cui stato di salute necessita di attenzioni particolari. Anche venerdì, in linea con le sue abitudini, ha messo in moto il suo scooter ed è partito ma, a casa, non è mai arrivato.

A ricordarlo, è Matteo Giusti, giovane presidente della Casa del Popolo di Bottegone: «Vito era una persona educata e rispettosa degli altri. Al circolo non ha mai creato problemi di nessun tipo. Non svolgeva attività politica né tanto meno era impegnato nel sociale. Si fermava qui per rilassarsi dopo il lavoro, bevendo un aperitivo in compagnia degli amici di sempre».

Giudizio estremamente positivo sul suo conto emerge anche nel suo ambiente di lavoro. «Vito lavorava nelle serre e si occupava della crescita e della coltivazione delle piante – ricorda Andrea Massaini, addetto alla comunicazione alla Vannucci Piante – Lavorava da noi da ben 15 anni e in questo lungo periodo non è mai esistita alcuna lamentela nei suoi confronti. Era inoltre estremamente collaborativo con i colleghi di lavoro e versatile nelle mansioni che gli venivano richieste. Non aveva particolari simpatie sportive né tanto meno occupazioni particolari. Il suo unico scopo di vita era quello di aiutare la madre ad accudire il fratello in difficoltà. Adesso questa famiglia è oggettivamente in grande difficoltà perché Vito era un autentico punto di rifermento».

In attesa di un’eventuale autopsia, non è stato ancora possibile fissare il giorno del funerale.

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