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Pistoia, «Tensioni col nuovo comandante». I vigili del fuoco fanno sciopero
Cgil, Cisl e Conapo dichiarano un giorno di astensione dal lavoro per il 30 maggio. «Siamo sotto organico e certe decisioni hanno creato un clima ostile in caserma»
PISTOIA. «Operativi in organico – quelli adibiti al soccorso, agli interventi su incidenti stradali e sugli incendi – siamo 155. Solo 155 sui 180 previsti. Compresi funzionari e amministrativi dovremmo essere in 202». Una cifra lontana dall’essere raggiunta. La cronica carenza di organico nel corpo dei vigili del fuoco è particolarmente sentita in provincia di Pistoia. Se alle difficoltà di garantire servizi rapidi ed efficienti in tutti i contesti e in tutti gli orari si aggiungono le tensioni con i vertici dirigenziali ecco che prende forma, nei tre principale sindacati di categoria, la decisione condivisa di dichiarare sciopero.
Le segreterie territoriali Fp Cgil, Fns Cisl e Conapo hanno proclamato per il 30 maggio una giornata di sciopero del comando pistoiese dei pompieri. Questo a seguito «del fallito tentativo di conciliazione con il comandante provinciale, dottor Fabio Tossut». La vertenza riguardava la mancanza di corrette relazioni sindacali da parte della dirigenza e una «non condivisibile organizzazione del lavoro. In particolare – Giancarlo Gori e Matteo Tofani per la Cgil, Luigi Del Moro e Marco Della Felice per la Cisl e Giuseppe Marini per il Conapo – abbiamo contestato diversi ordini del giorno emanati dal comandante. È giunto il momento di far conoscere tutte le problematiche che da diversi mesi a questa parte il personale è costretto a sopportare per le decisioni del dirigente. Un dirigente – affermano i sindacati – che con i propri atteggiamenti e le proprie decisioni autoritarie è riuscito a creare un clima ostile all’interno della caserma. Un comandante che già da dicembre, durante i formali saluti natalizi al personale, dichiarò che all’interno del comando solamente il 30% dei suoi dipendenti svolgeva il proprio lavoro con voglia e dedizione, mentre il restante 70% praticamente passava i turni di lavoro senza far niente». «Un’affermazione grave, in considerazione del momento storico causato dal periodo pandemico, in cui il personale ha dovuto svolgere anche turni lavorativi di 24 ore – spiegano – Il nostro lavoro, operando in situazioni di emergenza, consiste anche nel riuscire a creare nel tempo un clima sereno, empatico e di reciproco rispetto tra i lavoratori che quotidianamente vivono la caserma e condividono 12 ore continuative. Ma come può crearsi un clima del genere se solo un mese fa il nostro dirigente dichiarò di non aver fiducia in un proprio dipendente, tra l’altro all’apice della carriera? Con quale stato d’animo il personale presta servizio e soccorso se, negli ultimi due anni, questo dirigente ha contestato l’operato degli stessi con richiami, lettere di contestazione e provvedimenti disciplinari come mai successo in questo comando?». Sotto accusa «gli ordini del giorno che senza motivo spostano personale da un turno all’altro e «gli atteggiamenti del dirigente, volti a togliere diritti in maniera punitiva». «Per questo – concludono – abbiamo deciso di accogliere le richieste dei nostri colleghi. Dalla rabbia e dallo sconforto auspichiamo che nasca un dialogo tra le parti».
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