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Stampa clandestina, il gip sequestra il quotidiano on line “Linea Libera”
Pistoia, l’accusa: direttore non iscritto all’Albo dei giornalisti e testata non registrata
PISTOIA. Esercizio abusivo della professione giornalistica e stampa clandestina: questi i reati per i quali, accogliendo la richiesta della procura, il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Pistoia ha disposto il sequestro preventivo, tramite oscuramento, del quotidiano on line quarratino “Linea Libera” e delle pagine Facebook e Twitter ad esso collegate.
Ad essere accusati in concorso di stampa clandestina (reato derivante dal fatto che la testata non risulterebbe registrata né in tribunale né nel Registro operatori della comunicazione, come prevede la legge) sono Alessandro Romiti, 60 anni, di Agliana, ed Edoardo Bianchini, 75 anni, residente a Quarrata. Il primo nella sua qualità di legale rappresentante e presidente del cda della società cooperativa proprietaria della testata giornalistica; il secondo perché continuava a scrivere articoli e a svolgere il ruolo di direttore responsabile del quotidiano on line, tra l’altro pur essendosi cancellato dall’Albo dei giornalisti dal 28 gennaio 2021 (da qui l’accusa nei suoi confronti del reato di esercizio abusivo della professione, in quanto solo un giornalista iscritto all’Albo può ricoprire tale incarico).
La richiesta di sequestro da parte della procura è arrivata nell’ambito di una nuova indagine che vede indagato Bianchini per diffamazione a mezzo stampa e atti persecutori, tipo di reati per i quali (oltre a quelli di tentata violenza privata e calunnia) già è stato condannato in primo grado lo scorso 30 maggio a 2 anni e 10 mesi.
Tra le nuove querele agli atti, anche quella presentata il 4 novembre scorso dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana Giampaolo Marchini: «Bianchini esercita abusivamente la professione di giornalista – scriveva – pubblica articoli quale sedicente direttore responsabile della testata on line “Linea Libera”; continua a diffondere mediante la testata articoli caratterizzati dal linguaggio palesemente incontinente, contenuti non verificati e non corrispondenti alla realtà, violando i principi di verità, continenza e pertinenza che caratterizzano la professione giornalistica e sono espressione del diritto di cronaca e di critica; tale comportamento si appalesa fortemente lesivo dei valori e dei principi del giornalismo e integra compitamente il reato di esercizio abusivo della professione».
Il gip del tribunale, nel disporre il sequestro preventivo, spiega come una testata giornalistica “regolare”, non possa essere sottoposta a sequestro preventivo per il reato di diffamazione, in quanto tutelata da una legge di rango costituzionale. Ma per godere di tali garanzie, una testata giornalistica (anche on line) deve adempiere all’obbligo di registrazione e, come sentenziato dalla Cassazione, «deve essere guidata da un direttore responsabile giornalista professionista o pubblicista... Non un mero adempimento amministrativo fine a se stesso, ma funzionale a individuare le responsabilità (civili, penali, amministrative) collegate alle pubblicazioni».
Obblighi, spiega il gip, non rispettati da Linea Libera, che deve essere considerata quindi stampa clandestina e come tale non sottoposta alla normativa di rango costituzionale. Applicabile quindi il sequestro preventivo, finalizzato a evitare la reiterazione dei reati contestati dalla procura ai due indagati.
Ìntanto, l’avvocato Pamela Bonaiuti, difensore di Bianchini, ha già depositato richiesta di riesame contro il provvedimento cautelare. «È sempre una ferita gravissima per la libertà di stampa e di espressione quando viene oscurata una testata giornalistica – spiega l’avvocato – Aspettiamo di prendere visione degli atti alla base del sequestro. Valuteremo anche l’eventuale profilo di incompatibilità ambientale, in quanto tanti articoli pubblicati dal mio assistito hanno come oggetto l’operato dei magistrati della procura e del tribunale di Pistoia. Si preannuncia un processo molto delicato» conclude.
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