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Pistoia

Il caso

«Partigiani stupratori»: bufera per il post di un’esponente di FdI di Pistoia

Da sinistra il deputato Marco Furfaro (Pd), il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi (FdI) e Violetta Maestripieri, già candidata al consiglio comunale alle ultime elezioni amministrative a Pistoia per FdI e autrice del post (foto a destra)
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Da sinistra il deputato Marco Furfaro (Pd), il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi (FdI) e Violetta Maestripieri, già candidata al consiglio comunale alle ultime elezioni amministrative a Pistoia per FdI e autrice del post (foto a destra)

Violetta Maestripieri è stata candidata al consiglio per Fratelli d’Italia. La Pietra: «Ma non ha incarichi nel partito». Furfaro (Pd): vili tentativi di riscrivere la storia

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PISTOIA. Bufera politica a Pistoia. Violetta Maestripieri, nota esponente di Fratelli d’Italia, già candidata al consiglio comunale alle ultime elezioni amministrative e molto attiva nei banchetti di propaganda che il partito organizza in città, ha inserito sul suo profilo facebook un post che rimanda al celebre film “La ciociara”. Sopra l’immagine di Sofia Loren campeggia la scritta “25 aprile 1945” e sotto: “25.000 donne stuprate, cosa festeggiate?”. Il commento della Maestripieri, leggibile sopra, invece è: «Dalla parte delle donne vittime dei partigiani. Non chiamateli eroi».

Si è scatenata la polemica. Era inevitabile. Il post, che associa in maniera grossolana, tendenziosa e inquietante la data del 25 aprile con il terribile fenomeno degli stupri di guerra, non è passato inosservato, sollevando un’autentica levata di scudi da parte di molti esponenti della sinistra, fra cui il deputato aglianese del Pd Marco Furfaro che ha prontamente dichiarato: «Il 25 aprile è la festa dell’Italia libera e antifascista. Dell’Italia nata dalla Resistenza, nata dal sacrificio di migliaia di giovani che hanno dato la loro vita per la nostra libertà. I vili tentativi di riscrivere la storia e sporcare la memoria dei partigiani come quello fatto su facebook da Violetta Maestripieri, già candidata al consiglio comunale con Fratelli d’Italia e nota per la sua vicinanza al sindaco Tomasi e al sottosegretario La Pietra, sono vergognosi e intollerabili. La presidente Meloni, il sindaco Tomasi, tutto il partito di Fratelli d’Italia prendano le distanze da questi inquietanti personaggi che infangano la storia della città».

Chiamato in causa dalle infuocate parole del deputato dem, il sottosegretario all’agricoltura di Fratelli d’Italia risponde: Su questa vicenda – ha detto Patrizio La Pietra – non ho niente da dichiarare, perché la persona (la Maestripieri, ndr) che ha fatto il post non ricopre nessun incarico di partito in seno a Fratelli d’Italia né tanto meno è presente nelle istituzioni. Quello che ha scritto non riguarda il partito».

Sulla vicenda, non si è fatta attendere neanche la risposta del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi: «Marco Furfaro ieri era in prima fila a Pistoia per celebrare la Liberazione. Ha quindi sentito bene il mio discorso: parole nelle quali credo e che non ritengo possano essere equivocabili. Parole che valgono ieri, oggi e sempre. La città di Pistoia ricorda e onora gli uomini e le donne che hanno combattuto per liberare il Paese dal nazifascismo e dal cui sacrificio sono nati frutti come la Costituzione. Frutti che non dobbiamo far seccare.

Qualsiasi parola che vada in senso contrario offende i principi democratici su cui si regge la nostra Repubblica, offende le istituzioni e il sangue di coloro – padri, madri, figli e figlie- che non hanno fatto ritorno a casa per difendere i valori universali e collettivi. I nostri diritti nascono da chi è stato pronto a dare la vita per un’idea. La penso così come sindaco, come uomo e anche come esponente di Fratelli d’Italia».

Hanno infine stigmatizzato il post dell’esponente cittadina di Fratelli d’Italia sia il senatore Dario Parrini che la senatrice Valeria Valente mentre il segretario Pd della Toscana Emiliano Fossi ha dichiarato. «Il 25 aprile è la festa della Liberazione dal nazifascismo. Punto. Eppure, praticamente ogni giorno, ci troviamo davanti a tentativi di riscrivere la storia»l

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