Il Tirreno

Pistoia

Il costo dei rifiuti

Aumenti Tari, il sindaco risponde: «Dovuti al ritardo della Regione nella pianificazione degli impianti»

Cassonetti interrati in corso Gramsci
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Cassonetti interrati in corso Gramsci

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PISTOIA. Il consiglio comunale di giovedì ha visto l’approvazione delle delibere (con 21 voti a favore e 12 contrari) sul Regolamento per l’applicazione della Tassa sui rifiuti e sulla determinazione delle tariffe Tari per l’anno 2023, la cui parte variabile è aumentata per famiglie e attività, anche a fronte dei 22 milioni richiesti da Alia per l’erogazione del servizio, 3 in più rispetto al 2022.

Sull’argomento torna il sindaco Alessandro Tomasi. «Gli aumenti della Tari sono dovuti al grave ritardo della Regione Toscana nella pianificazione della gestione dei rifiuti – dice il primo cittadino – che ha determinato una mancanza di impianti per lo smaltimento che obbliga i nostri territori a smaltire fuori regione a costi elevati. Che il problema sia questo lo dimostrano gli aumenti annunciati anche negli altri Comuni toscani. Credo che per i sindaci sia un obiettivo comune invertire la rotta e bloccare i continui aumenti: lo si può fare solo con l’attuazione di una adeguata pianificazione impiantistica. Per superare la dipendenza della Toscana dalle società che operano fuori regione, e che si arricchiscono con i soldi dei cittadini toscani, occorre attuare un piano dei rifiuti che garantisca l’autosufficienza della Toscana. Solo così i costi si potranno abbassare».

«Certamente produrre più indifferenziata porta a incrementi maggiori rispetto a territori con alte percentuali di differenziata – ammette Tomasi su un punto toccato in consiglio dall’opposizione – ma l’origine del problema è nello smaltimento dei rifiuti fuori dal territorio regionale e, in alcuni casi, nazionale. Nelle scorse settimane la Regione ha finalmente annunciato un piano che ormai era atteso da anni. A questo punto è necessario sapere in che tempi e con quali modalità verrà attuato e come verrà gestita la questione dei rifiuti indifferenziati da smaltire, visto che il residuo, aldilà della crescita della differenziata, non scomparirà».

Così il sindaco arriva alla “arringa” finale. «Negli anni scorsi abbiamo assistito al blocco della realizzazione dell’inceneritore di Case Passerini, oggi apprendiamo che l’impianto di Montale, un termovalorizzatore che avrebbe dovuto essere chiuso a fine 2024, non sarà dismesso. I sindaci sono chiamati a rispondere davanti ai cittadini e alle imprese di questi aumenti, e allora devono essere messi nelle condizioni di avere risposte chiare dalla Regione affinché non ci si debba ritrovare, tra un anno, ad affrontare gli stessi identici problemi. Noi l’anno scorso abbiamo impugnato la delibera dell’assemblea dell’Ato con gli aumenti previsti nel piano economico finanziario proprio per contestare i continui incrementi. Siamo decisi a continuare nel percorso intrapreso affinchè i cittadini possano avere servizi adeguati a costi contenuti».

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