Sicurezza
Trasloco della Marconi, la preside: «Avremo aule più ampie e luminose e un’area per le auto dei genitori»
Pistoia, la dirigente scolastica, Claudia Ciocchetti, spiega alle famiglie le ragioni del trasferimento: «La nostra scuola non scompare, siamo sempre noi, sono sempre i vostri figli. Stessi docenti, stesse classi, stessa sezione»
PISTOIA. Non solo le aule che gli studenti avranno a disposizione saranno addirittura più ampie della attuali, ma le famiglie troveranno un’area parcheggio messa a loro disposizione dal Comune, dove sostare per far scendere o salire i propri figli dalle auto, certamente in una situazione di maggior tranquillità rispetto al traffico caotico e spesso congestionato di via Puccini.
A spiegare ancora una volta le ragioni del trasferimento (inderogabile per legge) e a rassicurare le famiglie sul futuro che le attende, è la dirigente scolastica della scuola “Marconi” di Pistoia, Claudia Ciocchetti. Che ha inviato ai genitori degli studenti una lettera in cui, punto per punto, analizza ciò che è accaduto e ciò che accadrà dal prossimo anno. Quando, appunto, i circa 490 studenti di via Puccini dovranno essere accolti nella sede di Porta al Borgo della media “Roncalli”, a causa dell’impossibilità economica da parte del proprietario dell’edificio che ora li ospita (gli Istituti Raggruppati, a cui il Comune paga l’affitto) di far eseguire i lavori per la messa a norma e la relativa agibilità. Nell’edificio del Bastione Thyrion troveranno libere le aule che lasceranno i bambini della elementare “Cino”, che l’anno prossimo riavranno finalmente una scuola tutta loro.
«Quale sede migliore se non il plesso “Roncalli”? – spiega la preside – Prenderà corpo in un unico edificio quella che già da tempo è una scuola con due sedi, che offre due percorsi formativi con orario settimanale su 5 o 6 giorni con diversi docenti impegnati su entrambi i plessi: la “Marconi-Roncalli” che in virtù di queste ulteriori sistemazioni potrà contare su spazi allargati, diffusi, ripensati. Tutte le sette sezioni proseguiranno il loro naturale percorso. È stata mia cura far sì che la ricaduta sugli alunni e sui docenti fosse praticamente nulla garantendo ai primi la continuità didattica e ai secondi il mantenimento della titolarità senza perdita di alcun posto di lavoro. Vorrei aggiungere, infine, che il trasferimento della “Marconi” in altra sede non comporta la scomparsa di una scuola “storica” per il semplice motivo che la sua storia educativo-didattica continua attraverso i suoi insegnanti e i suoi alunni in un edificio scolastico che è a breve distanza dall’attuale e che gravita su quello stesso bacino».
A far eco alla preside, i docenti della Marconi-Roncalli, anche loro autori di una lettera aperta indirizzata alle famiglie degli studenti.
«Partiamo – scrivono – da un numero: 174. Un numero lusinghiero, fra i più alti della provincia. Sono le famiglie che hanno deciso di iscrivere i propri figli alla scuola secondaria di primo grado “Marconi” oppure “Roncalli”, perché, forse non è noto a tutti, le due scuole da tempo fanno parte dello stesso istituto comprensivo, condividendo azioni progettuali, testi, attività e persino obiettivi. Un’unica scuola, due plessi a poca distanza uno dall’altro tanto che diversi di noi lavorano già da alcuni anni in entrambe le sedi. Cosa cambia se ad accoglierci all’ingresso anziché il busto sorridente di Puccini saranno le aule pensate da Michelucci? Siamo sempre noi, sono sempre i vostri figli. Stessi gruppi classe, stessi docenti, stessa sezione. La scuola “Marconi” non scompare. La scuola “Marconi” siamo noi insieme ai vostri figli. Ci ritroveremo in aule più grandi, luminose, in spazi in cui anche recentemente si è investito per rendere l’ambiente più accogliente e rispondente alle nuove esigenze di sicurezza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
