Italia
Hitachi, Fiom insiste sull’incentrato: «Altrimenti pronti con lo sciopero»
Prima assemblea interna dopo il ricorso vinto contro la multinazionale, i sindacalisti: «Vogliamo trovare un accordo, l’azienda ci indichi le attività core business»
PISTOIA. Pistoia Dopo aver vinto il ricorso d’urgenza contro Hitachi – che negava ai lavoratori degli appalti (incentrato) l’utilizzo dei locali della mensa per svolgere l’assemblea sindacale – ieri mattina per la prima volta Fiom Cgil ne ha riuniti un centinaio all’interno dello stabilimento di via Ciliegiole, per esercitare il diritto sancito dal tribunale del lavoro di Pistoia dodici giorni fa.
Almeno metà mensa riempita dalle 9, 30 e 10, 30, per fare il punto sul processo di internalizzazione dell’incentrato chiesto alla multinazionale di costruzioni ferroviarie da parte della Fiom. L’obiettivo è equiparare ai dipendenti interni quanti più lavoratori degli appalti possibili, in termini di condizioni generali e salari. Se non sarà possibile trovare un accordo con l’azienda nemmeno tramite la mediazione della Regione, la Fiom Cgil avverte fin da subito che indirrà uno sciopero generale per i metalmeccanici di tutte e tre le province di competenza e da svolgersi a Pistoia.
La linea di Fiom Cgil
«Per noi la vicenda dell’incentrato non è finita – premette il segretario generale Fiom Firenze Prato e Pistoia Daniele Calosi al termine dell’assemblea – Il nostro obiettivo è fare un accordo con l’azienda per stabilire quali attività lavorative possano essere riportate all’interno dell’attività produttiva diretta con conseguente assunzione dei lavoratori. Non abbiamo promesso ai lavoratori che saranno tutti assunti dentro Hitachi, compito dei sindacati è fare trattative e trovare accordi con le controparti. Abbiamo un’azienda che si nega a questa volontà quindi noi insistiamo e mettiamo in campo tutte le forme di mobilitazione, compresa anche la possibilità, da concertare con Fim e Uil, se non dovessimo arrivare ad un tavolo di trattativa, di organizzare uno sciopero generale di tutti i metalmeccanici e le metalmeccaniche di Firenze Prato e Pistoia con manifestazione qui a Pistoia». Una trattativa da condurre per step.
«L’azienda ci dica quali sono le attività di core business – aggiunge il segretario – Da quello che ci risulta se un lavoratore fa grandi treni come Etr è dipendente Hitachi, se fa le stesse attività di montaggio e allestimento su treni regionali spesso non lo è, ma il lavoro non cambia. Quindi vogliamo capire questo, Hitachi si metta intorno al tavolo e discuta». Gli fa eco il funzionario Andrea Vignozzi. «In Regione l’incontro ha visto l’impegno a convocare un tavolo con la presenza dell’azienda – precisa – noi vogliamo fare un accordo, nessuno ha chiesto l’immediata reinternalizzazione di tutti i lavoratori. Si tratta intanto di capire quali sono le attività core, e poi di come internalizzarle. Questa è un’azienda fondamentale per il territorio, ed è chiamata ad assumersi la propria responsabilità sociale non solo a parole ma anche coi fatti». Hitachi che per il momento, sul punto, fa sapere di non avere aggiornamenti. A motivare le istanze di parificazione dei lavoratori degli appalti ai dipendenti diretti anche il peso numerico e produttivo dell’incentrato, ormai da anni tutt’altro che secondario.
«Dagli ultimi dati relativi all’azienda stiamo parlando di circa 1,7 milioni di ore prodotte in totale in un anno – entra nel merito Andrea Vignozzi – di cui intorno alle 8-900mila coperte dai 400 lavoratori diretti dell’Hitachi , quindi i lavoratori degli appalti si aggirano tra le 400 e le 500 unità, anche se i dati sono molto variabili. La differenza si ha innanzitutto nel trattamento mensile, tant’è vero che noi come Fiom abbiamo chiesto l’attivazione della commissione paritetica con Confindustria per valutare gli inquadramenti, che sono diversi tra diretti e indotto. Poi c’è il premio, che per i lavoratori diretti è molto più alto rispetto alle aziende dell’incentrato: un elemento perequativo contrattuale pari a 485 euro contro un premio intorno a 4mila, oltre ad una differenza abissale sui diritti».
Sul rapporto tra apporto produttivo e retribuzione ritorna anche il segretario Daniele Calosi. «Rispetto agli altri stabilimenti italiani del gruppo, qui la quantità di ore di lavoro delle ditte esterne e quindi incentrate dentro la produzione aziendale è più alta – rimarca –. Su attività dirette di Hitachi, c’è un quantitativo superiore di ore svolte da ditte esterne. Si tratta di un elemento matematico ancor prima che sindacale, su cui vogliamo chiarimenti».
Il diritto di assemblea
«C’è stato bisogno della sentenza del tribunale per affermare il diritto dei lavoratori dell’incentrato di riunirsi in assemblea dentro lo stabilimento e parlare dei propri problemi – commenta ancora Calosi –. Può sembrare banale, ma se lo fosse stato non sarebbe servito il tribunale. E poi è grave ciò che hanno scritto nella mail sull’assemblea: chiedendo che lavoratori indossassero un vestiario consono a garantire la pulizia degli spazi, come se fossero persone che non si lavano».
«I lavoratori li ho visti contenti di riuscire finalmente a entrare a fare assemblea a casa loro – aggiunge Vignozzi – visto che ogni giorno producono la ricchezza di quest’azienda dove era stato loro negato il diritto fondamentale di riunione e discussione delle proprie condizioni. Prima le riunioni si svolgevano al Cral, che però rappresenta un soggetto esterno. Questo passo è stato importante».
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