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Fontane addio a Pistoia, sono troppo costose: 30mila euro ognuna solo per l’acqua
Il Comune manterrà attive unicamente quelle di piazza San Francesco
PISTOIA. Che fine hanno fatto le fontane di Pistoia? Della decina che, un tempo, zampillavano allegramente acqua con le loro grandi vasche popolate più o meno di pesciolini rossi, l’unica a resistere è quella di piazza San Francesco. Le altre o sono state trasformate in aiuole per fiori oppure sono in via di riqualificazione, come quella di piazza della Resistenza. I motivi di questa loro “metamorfosi” sono molteplici, come spiega l’assessore comunale al verde pubblico Alessio Bartolomei.
«Purtroppo i costi gestionali troppo alti hanno indotto questa amministrazione a ridurre drasticamente il numero delle fontane decorative – spiega – Se una fontana non può attingere a una propria sorgente nel sottosuolo, il costo dell’acqua dell’acquedotto per tenerla in funzione oscilla intorno ai 30.000 euro all’anno. A questo esborso, c’è poi da aggiungere la spesa per la manutenzione annuale: l’umidità e le escursioni termiche provocano sempre delle lesioni alle guaine di protezione e oggi, questi interventi sono più costosi. Per questo motivo abbiamo deciso di lasciarle solo laddove era oggettivamente impossibile rimuoverle, pena un decadimento generale della qualità dell’arredo urbano».
Il caso emblematico è quello delle vasche che si trovano nel giardino di piazza San Francesco che, soprattutto con la prossima ristrutturazione del Pantheon, tornerà a essere ancora una volta uno dei luoghi più iconici della città. Queste fontane, che pure costituiscono una grande attrattiva da un punto di vista architettonico, sono però oggetto, come tutte le altre, dell’incuria e dell’inciviltà di molti che, fregandosene delle regole e del buon senso, non appena vedono una vasca si premurano subito di sommergerla di rifiuti.
Profondamente irritato per questo andamento, l’assessore Bartolomei.
«Se all’inizio qualche dubbio potevamo anche averlo – lamenta – vedere continuamente questi atti di inciviltà ci ha scoraggiato, facendoci prendere la decisione di eliminare quante più fontane fosse stato possibile. Gli operai del comune e gli uomini di Alia devono continuamente ripulire le vasche di piazza San Francesco, che i soliti sconsiderati trattano come grandi pattumiere».
In virtù quindi del binomio risparmio-decoro, sono diventate aiuole le fontane di piazza del Carmine, di piazza Anna Magnani e quella accanto al Tempio. Verrà riqualificata anche quella di piazza della Resistenza, per la quale esistono due progetti entrambi accattivanti, come fa notare l’assessore: «Stiamo valutando se sia meglio trasformare la fontana a getto continuo in una nuova fontana che faccia solo i giochi d’acqua per i bambini in determinati momenti della giornata, oppure se fare dell’attuale fontana un piccolo anfiteatro per il ballo e per gli spettacoli di vario genere. Purtroppo, quando si è seccata la vena d’acqua che per tanti anni l’ha alimentata, non è stato più possibile farla funzionare, poiché allacciarla all’acquedotto, avrebbe avuto dei costi insostenibili».
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