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Pistoia

Il lutto

L'addio di Agliana a Rita Baldi

L'addio di Agliana a Rita Baldi

Storica volontaria di PortAperta e della Festa dei Popoli

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AGLIANA. «Senza di te Rita, sarà tutto più difficile. Ti sei immersa in quella cucina traboccante di profumi e sapori di tutto il mondo, come in tutte le nostre iniziative con la curiosità di chi vuole conoscere prima di giudicare, di chi ha sempre creduto nell’impegno per la sua comunità, vivendola attivamente con le sue nuove sfide, tessendo fili e relazioni come forma più nobile di carità. Ci mancherai tantissimo».

È un passaggio che gli amici e le amiche di PortAperta, l’associazione aglianese di volontariato che ha nella Caritas e nella parrocchia di San Piero il suo punto di riferimento, hanno dedicato a Rita Baldi, deceduta mercoledì pomeriggio all’età di 88 anni. Ne avrebbe compiuti 89 il 14 marzo. Dopo una caduta in casa martedì è stata trasferita d’urgenza al San Jacopo, dov’è spirata il giorno successivo. Lascia due figli, Monica e Paolo, i nipoti e bisnipoti. Lascia una comunità di amici che avevano in lei un punto di riferimento.

In primis don Paolo Tofano, parroco di San Piero, che oggi alle 14, 30 ne celebrerà il funerale. Molto noto ad Agliana anche il marito della signora Rita, morto alcuni anni fa: Osvaldo Tesi, detto Cianca, sportivo conosciuto in tutta la Piana tra Pistoia e Prato, con un passato calcistico che lo aveva portato a raggiungere anche la serie D. Dopo aver appeso le scarpette al chiodo, Tesi si era dedicato all’attività di allenatore.

Commovente il ricordo di Rita lasciato su Facebook dai “suoi” ragazzi di PortAperta: «Vederti fermare la bicicletta davanti al doposcuola prima di andare al centro d’accoglienza o alla messa, sentirti entrare con quell’aria di adorabile brontolona, tra sorrisi e tirate Le rose benedette regalate dopo la messa mattiniera di Santa Rita, il 22 maggio, giorno del tuo onomastico, uno dei tanti modi per condividere un momento bello, sorprendendoci sempre con la tua contagiosa gioia di vivere. Come la tua vocazione a stare con gli altri e a far star bene gli altri. Col grembiule e la messa in piega fatta, sapevamo di trovarti lì, a supervisionare la cucina in fermento per la Festa dei Popoli, senza bisogno di un invito con lettera in carta bollata. “La Rita c’è? Certo, o come fate senza di me”l

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