Sicurezza
Dolore e ricordi, l’addio dei pistoiesi a Vannino: «Fai buon viaggio»
A Spedalino il funerale di Alessandro Gori, ucciso sabato da un malore. Messaggi davanti casa, il saluto dei pistoiesi alle cappelle dell’ospedale . Aveva scelto di vivere come un eremita, tutti lo conoscevano
PISTOIA. La bicicletta è appoggiata al muro della casa di via Vecchia Pratese. Appesa al manubrio la borsa della spesa. Vannino era andato al mercato di Agliana, sabato mattina. Stava tornando a casa quando si è sentito male. Un malore fulminante, che non gli ha lasciato scampo.
I soccorritori hanno appoggiato la bici al muro della casa in rovina dove viveva da una vita. Con mura annerite, senza finestre e con le poche serrande rimaste rotte. La corsa dell’ambulanza della Croce verde fino al Pronto soccorso, con il Lucas ancora attaccato al petto, si è rivelata vana. Vannino è morto poco dopo, in un freddo pomeriggio d’inverno.
Avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 26 giugno. Dagli anni ’80 aveva scelto di dire basta a ogni convenzione sociale, cambiando la sua vita, fino a quel momento costellata di auto, belle donne e abiti eleganti. Aveva rinunciato a tutto. Su di lui, pochi anni fa, era stato girato un breve documentario: “Il ricco primitivo”. Sui social, la sua morte ha avuto come reazione un’ondata di commozione probabilmente inimmaginabile.
Vannino, per i più, era un simbolo di libertà. Per altri un uomo bisognoso di aiuto. Su chi sia stato e il perché abbia scelto una vita al di fuori delle regole e anche dei comfort della società moderna nessuno è probabilmente in grado di dare una risposta.
Non sembra però volesse dare lezioni di vita ad alcuno. Aveva scelto per sé un’esistenza fatta di sigarette, senza un lavoro, senza vestiti e con un drappo di stoffa legato alla vita. Aveva scelto di percorrere ogni giorno chilometri in sella alla sua bicicletta senza copertoni, privo di calzature, sia che fuori ci fosse il sole e o si tremasse dal freddo. Ma non lo imponeva ad altri. Accettava di farsi selfie con chi gli chiedeva una foto. Che tra questi scatti ci fossero autori che pensavano a lui come un animale da “circo Barnum” è praticamente certo. Non sappiamo quanti amici veri avesse, in quanti lo invitassero a cena o a pranzo. Ma in diversi bar gli veniva offerta la colazione, e gli ambulanti del mercato di Agliana avevano sempre qualcosa per lui.
Vannino è esposto da ieri pomeriggio alle cappelle del commiato dell’ospedale. Un via vai di persona si alterna nell’ultima stanza per ricordare aneddoti della sua vita: «Quando lo vedevamo passare a bordo della Porsche, coi capelli lunghi... Eravamo tutte innamorate di lui», ricorda una signora. Un uomo rammenta la passione per il fumo: «Che ce l’hai una sigaretta?», chiedeva a chiunque lo salutasse. Tutti dicono che era un uomo buono.
Un mazzo di fiori bianchi è appoggiato sulla bara: è dei residenti di via Arcobaleno, traversa di via Pratese che confina con la sua casa. Sulla bara anche una rosa rossa a stelo lungo.
Il funerale si svolgerà domani (martedì 31), alle 14,45, nella chiesa di Spedalino. Tra le tante richieste arrivate agli amministratori di Agliana e Pistoia (Vannino viveva a Le Querci, ma ha legato la sua vita al comune di Agliana) ci sono quelle di un “Vannino day” il 28 gennaio, della proclamazione del lutto cittadino il giorno del funerale. E anche quella di una statua.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
