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Entra con il cappuccio per rapinare la sala slot, ma il dipendente lo riconosce: arrestato

di Massimo Donati
Entra con il cappuccio per rapinare la sala slot, ma il dipendente lo riconosce: arrestato

Un 42enne è finito agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico

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PISTOIA. Probabilmente non ha pensato che, nonostante il cappuccio tirato sulla testa, avrebbe potuto essere riconosciuto dalle registrazioni dell’impianto di videosorveglianza. E, soprattutto, non avrebbe mai immaginato che al lavoro in quel momento all’interno della sala slot ci potesse essere un dipendente con cui, anni addietro, aveva frequentato addirittura gli stessi amici. E che per questo sapeva benissimo chi fosse.

Individuato grazie alle indagini lampo della squadra mobile della questura, è finito agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico l’autore della rapina messa a segno nella tarda serata dello scorso Santo Stefano nella sala slot “Supreme Prestige” di via Fermi, all’inizio della zona industriale di Sant’Agostino, a Pistoia. Si tratta di un 42enne di origini albanesi da tempo residente alle Fornaci.

Era da poco passata l’una di notte fra il 26 e il 27 dicembre quando l’uomo era entrato con passo deciso all’interno della sala slot, con cappuccio del giaccone sulla testa e mani nelle tasche. E, gridando minacce di morte all’unico dipendente ancora al lavoro – impegnato a svuotare i cestini della carta al di là del bancone – si era diretto senza esitare verso la stanza dove venivano custoditi gli incassi delle giocate. I lì, aperti i cassetti, si era infilato in tasca circa 6mila euro e se n’era andato.

Il dipendente dell’esercizio, come detto, ha subito riconosciuto il rapinatore, ma non ha cercato di fermarlo per paura che in tasca potesse aveva qualche arma. Rimasto solo, ha telefonato immediatamente al 113. Sul posto è accorsa una Volante della questura e ai poliziotti ha raccontato ciò che era successo.

Dai primi accertamenti compiuti da squadra mobile e polizia scientifica il 42enne pregiudicato è risultato essere proprietario di una Renault Clio, auto dello stesso modello (e con la stessa portiera di colore diverso da quello della carrozzeria) di quella che, poco prima della rapina, è stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza esterne mentre passava ripetutamente a passo d’uomo davanti alla sala slot.

Mentre l’auto veniva ritrovata poco dopo con il motore ancora caldo e aperta nella zona di via Dalmazia, gli investigatori della mobile sono andati a casa del sospettato, dove, nel corso della perquisizione, hanno trovato degli indumenti perfettamente compatibili con quelli indossati dal rapinatore e ben visibili nelle videoregistrazioni: in particolare dei jeans con uno strappo sul ginocchio di una gamba e uno sulla coscia di quell’altra.

L’altra mattina, grazie alle prove raccolte dalla polizia, il giudice delle indagini preliminari del tribunale ha accolto la richiesta di misura cautelare chiesta dalla procura per il reato di rapina, con l’aggravante di averlo commesso mentre l’indagato si trovava sottoposto alla misura alternativa alla detenzione in carcere dell’affidamento in prova ai servizi sociali: non sarebbe dovuto uscire di casa dalle 21 alle 7 del mattino successivo.

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