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Muore psicoterapeuta 43enne di Pistoia: cultura in lutto
Vincitore di premi letterari, Michele Cocchi era anche uno scrittore di grande talento: «Era capace di raccontare il mondo degli adolescenti come pochi riescono a fare»
PISTOIA. L’ultimo giorno del 2022 se l’è portato via, a soli 43 anni. È morto, stroncato da un male senza cura, Michele Cocchi, psicoterapeuta dell’infanzia, dell’adolescenza e della famiglia, nonché scrittore e amante senza riserve della lettura. Lascia la moglie Chiara e due figli in tenerissima età, oltre che un vuoto difficilmente colmabile nell’ambiente culturale cittadino.
Era nato a Pistoia l’8 febbraio 1979 e aveva trascorso la sua infanzia a Valdibrana. Dopo aver frequentato il liceo scientifico Duca d’Aosta, Michele Cocchi si era iscritto a psicologia, trovando nello studio dei meandri della mente umana la sua massima realizzazione umana e professionale. Quindi, l’affermazione nel campo della psicologia e della psicoterapia e come scrittore.
Nel 2006, con il racconto “La bambina dagli occhi di vetro”, si aggiudica il premio Ceppo Giovani. Nel 2010 vince il premio della giuria di Esor-dire, nella 12ª edizione del festival letterario Scrittori in città, a Cuneo, con il racconto “Tienimi la testa per favore”. La consacrazione arriva nel 2018, quando si afferma, con il racconto “La casa dei bambini”, nella 37ª edizione del premio Giovanni Comisso-città di Treviso: l’affermazione in quella che viene considerata come una delle più importanti competizioni letterarie per giovani scrittori, ha proiettato definitivamente il nome di Michele Cocchi nel novero dei più promettenti autori italiani.
Nel 2021, con il romanzo “Us”, edito dalla casa editrice Fandango, vince il premio per la narrativa nell’ottava edizione di “Letteraria”.
Malgrado le sue fatiche letterarie lo tenessero sovente impegnato, ha continuato a esercitare la sua professione di psicoterapeuta. Amava infatti relazionarsi con il mondo della psiche, mettendosi sempre a disposizione dei suoi pazienti che in lui vedevano sempre un faro illuminante nelle loro difficile e tormentate esistenze.
Moltissime le reazioni alla sua prematura scomparsa. Molti conoscevano le sue difficili condizioni di salute, per molti altri la sua morte è stato il peggior biglietto da visita del 2023.
«Non avremmo mai voluto scrivere questo post – si legge sulla pagina di Fandango Libri – Noi tutti di Fandango non lo dimenticheremo mai. Scrittore dal grande talento e dalla grande sensibilità, Michele era capace di raccontare il mondo degli adolescenti come pochi, attraverso dei personaggi dalla profonda complessità psicologica. La sua perdita ci rattrista molto: lo ricorderemo attraverso la sua preziosa scrittura».
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