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Pistoia, senz’acqua dal 12 ottobre scorso: il circolo Arci non può riaprire
Tolto il contatore a causa della bolletta non pagata dai precedenti gestori
PISTOIA. La ripartenza del circolo Arci “Niccolò Puccini” di Capostrada non può avvenire: per mancanza d’acqua.
Publiacqua infatti, il 12 ottobre scorso, ha provveduto a rimuovere il contatore, privando di fatto l’intera struttura dell’operatività. Motivo, una bolletta di circa 7.000 euro ancora non pagata dalla Cooperativa don Chisciotte, che fino a metà luglio aveva in gestione il bar e la pizzeria della Casa del popolo fondata nel lontano 1956. La cooperativa è in liquidazione, perciò le possibilità che sia questa a saldare il conto sono pressoché inesistenti. In base al contratto di servizio di Publiacqua, chi subentra é responsabile delle eventuali morosità di chi lascia e, per questo, l’azienda si è mossa di conseguenza.
«Si è trattato di una gestione – fa notare l’attuale presidentessa del circolo, Valentina Vettori – che non ha peraltro onorato neppure tutti i canoni dell’affitto. Una volta che abbiamo avuto notizia della loro cessazione, ci siamo subito attivati per fare rivivere il bar e la pizzeria, gestendo il tutto direttamente grazie al lavoro dei 65 soci del circolo, che avrebbero svolto volontariato in quella che è la casa di tutto il quartiere. I nostri propositi si sono invece dovuti scontrare con questa morosità, che priva peraltro l’intero circolo della sua vitalità poiché, senza acqua, è impossibile anche organizzare attività sociali, come ad esempio le tradizionali tombole tanto in voga in questo periodo natalizio».
Le prime criticità erano state peraltro ravvisate proprio da Publiacqua in una precedente lettura del contatore, quando a gestire il locale c’era sempre la cooperativa don Chisciotte: era emerso un consumo eccessivo, tanto da essere classificato come “anomalo”. I responsabili della cooperativa di allora però non si avvidero probabilmente della segnalazione e al momento della successiva fatturazione arrivò un conto esorbitante.
«Da quando abbiamo preso in mano le redini del circolo – prosegue Valentina Vettori – questo scoglio è apparso subito come difficilmente sormontabile. Peraltro, ho avuto anche moltissime difficoltà a relazionarmi con Publiacqua, che è pressoché irraggiungibile per telefono e allergica alle email e alle pec. Dopo tantissimi tentativi andati a vuoto, sono andata personalmente allo sportello, dove ho scoperto la cruda verità».
Nel frattempo, i soci non sono rimasti con le mani in mano e, con tanta abnegazione, hanno sottoposto l’impianto idrico a una verifica, fino alla scoperta della perdita occulta che faceva girare il contatore alla velocità di una centrifuga.
«Per far questo – puntualizza la presidente – è stata fondamentale la collaborazione di Michele Allegria, un negoziante che ha il suo esercizio accanto al circolo. È stato infatti lui a prestarci l’acqua nei giorni in cui dovevamo scoprire dove era la perdita».
La giovane presidente ha quindi comunicato la situazione a Silvia Bini, responsabile provinciale dell’Arci, e insieme hanno cercato un’interlocuzione alla Confcooperative, cui la don Chisciotte era affiliata. «Ancora però non abbiamo avuto risposte – conclude Valentina Vettori – e la Casa del popolo resta chiusa. Nessuno di noi vuol criticare il comportamento di Publiacqua, che ha rimosso il contatore in base a una clausola contrattuale ben precisa, resta però il fatto che a noi viene chiesto di pagare per un consumo che non abbiamo effettuato. E questo non ci sembra assolutamente giusto».
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