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La crisi

Superbonus: con il blocco dei crediti la metà dei cantieri è deserta

Superbonus: con il blocco dei crediti la metà dei cantieri è deserta

In base a dati forniti da Confindustria, fino al mese di settembre c’era stato un incremento del 20% delle ore lavorate in edilizia

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PISTOIA.  In tutta la provincia circa il cinquanta per cento dei cantieri edili ha sospeso la sua attività, o l’ha fortemente ridotta per il blocco rispetto alle agevolazioni del Superbonus al 110%. Sono infatti sempre più i palazzi e i piccoli condomini i cui ponteggi sono fasciati da immensi teloni mentre degli operai, non c’è più traccia. Questa situazione di estrema difficoltà viene ravvisata da Daria Orlandi, presidentessa dell’Ance Toscana Nord, l’associazione dei costruttori edili affiliata a Confindustria, cui aderiscono le imprese delle provincie di Lucca, Prato e Pistoia. «Il dato di Pistoia è omogeneo a quello delle altre provincie toscane. Il blocco del meccanismo della cessione dei crediti ha, nei fatti, fatto fermare l’intero comparto edile, che deve fare oltretutto i conti con il caro energia e con l’aumento vertiginoso dei materiali edili. I primi “scricchiolii” si sono iniziati a ravvisare in aprile poi, in autunno, il settore bancario si è irrigidito ancor più».

A fronte di questa criticità nell’esigere i pagamenti (tradotti, in questo caso, in cessione del credito fiscale) molte ditte hanno sospeso i lavori nei cantieri ove la riscossione appare più “a rischio”, per concentrare i loro sforzi su quelli operanti senza alcun tipo di agevolazione. «La cosa tuttavia più preoccupante – prosegue Daria Orlandi – è la mancanza di aperture di nuovi cantieri, per i quali, a suo tempo, erano state svolte le pratiche di ristrutturazione con la fruizione dei benefici di legge. In un clima di così forte incertezza, gli imprenditori ci pensano giustamente due volte prima di dare il via a una nuovo cantiere».

Questa sensibile flessione va a porre fine a un lungo periodo di incremento nell’attività edile nella nostra provincia.

In base a dati forniti da Confindustria, fino al mese di settembre c’era stato un incremento del 20% delle ore lavorate in edilizia, un aumento sempre del 20% per quanto concerne il numero delle imprese attive sul territorio e un +23, 5% nella percentuale di manodopera impiegata. «La frenata dell’intero comparto – conclude Daria Orlandi – potrà avere anche ricadute negative a livello occupazionale. Per questo ci auguriamo un cambio di rotta nelle politiche inerenti l’edilizia». La scadenza di domani, 31 dicembre, delle domande per le agevolazioni al 110% per le unifamiliari, non mette certo di buon umore tutto il mondo che gravita sul mattone anche se, fra le associazioni di categoria, si registrano sensibilità differenti. Preoccupato ma più possibilista appare infatti Roberto Pellegrini, responsabile del settore edilizia e impianti di Cna Toscana nord: «In queste ore – afferma – siamo tutti quanti in attesa di verificare se il governo allungherà i termini delle domande al 31 marzo. Questa ipotesi, scaturita nel dibattito politico delle settimane precedenti, dovrebbe trovare concretezza con il suo inserimento nella legge finanziaria, in discussione proprio in questi giorni. Pur permanendo quindi un clima di sostanziale incertezza, questa proroga darebbe almeno un po’ più di fiducia al settore, peraltro già afflitto da un’impennata dei prezzi dei materiali da costruzione che non conosce eguali negli ultimi decenni. L’edilizia è il settore trainante dell’intera economia, poiché fa muovere anche tutti tanti altri comparti. Per questo, nei suoi confronti, occorrono politiche di massima attenzione».

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