Gioco
Rubati 2.500 aceri a fogli rossa in due vivai della Piana
I colpi a Santomato e Badia. La rabbia dei titolari: questi furti sono sempre più frequenti sotto Natale
Pistoia «Li ho comprati per la Fattoria Beretta a 10mila euro, ma tra pochi anni sarebbero state rivendute a 100mila».
L’ennesima razzia di giovani piante da innesto nel periodo natalizio lascia le due aziende che hanno subito il furto in bilico tra rabbia e amarezza. Ad Alessandro Caramelli, di Badia a Pacciana, hanno rubato nel fine settimana 1. 200 piantine di acero e non nasconde di provare un «senso di disperazione».
Sono 1. 300 quelle estirpate, insaccate e probabilmente nascoste in un furgoncino o nella bauliera capiente di qualche auto nel fine settimana a Santomato, sui terreni di proprietà della Fattoria Beretta. Mirco Pettinari, responsabile dell’azienda per conto di Luigi Beretta (classe 1923) e Francesco Vignoli, lanciano un Sos e un appello: «Sotto le festività èsempre la solita musica. Servono controlli mirati. Presumiamo che le piante prendano la direzione dell’Albania e che si tratti di furti su commissione». Il Vivaio Vignoli, gestito da Francesco e dal figlio Lorenzo, si occupa della produzione di giovani piante da innesto: «Avevo venduto 1. 300 aceri alla Fattoria Beretta un mese fa. In Italia siamo pochi gli specializzati nelle piante da innesto. Le posso dire che gli aceri a foglia rossa, in questo periodo, li cercano come il pane. E non si trovano.
A Beretta avevamo consegnato aceri a foglia rossa di tre tipi: platanoides, palmatum e crimson sentry. A differenza di un comune Leilandi, che sul mercato in questa fase ha un valore di un euro e mezzo, un acero a foglia rossa ha un valore compreso tra 3, 5 e 7 euro».
«Avevamo già subito furti tre anni fa e due anni fa. Lo scorso anno c’è stata, diciamo una tregua, ma dopo il furto del 2020 avevo deciso di installare telecamere di sorveglianza – spiega Mirco Pettinari – Tre all’ingresso del vivaio e due a sorveglianza del campo dov’è avvenuto il furto».
Di cui Pettinari si è accorto domenica pomeriggio quando si è recato nel vivaio insieme a un cliente: «Sono sicuramente passati dall’argine del torrente Bure. Arrivati nel campo hanno oscurato le telecamere con dei sacchi neri di plastica. Sono a un’altezza di circa tre metri, su dei pali. Forse avevano una scala. Insomma, il piano era stato ben studiato e sapevano come muoversi».
Piante piccole, facili da sradicare: «Sì, le sbarbano. Le scuotono. Se rimane qualche radice la tagliano, poi le caricano su un furgone o dentro la bauliera di qualche auto. Le portano a crescere altrove e tra qualche anno le rivendono. Io – commenta – ho speso 10mila euro. Loro se la sono cavata con tre ore di lavoro».
Coltivatori e produttori si appellano a istituzioni e forze dell’ordine: «Cerchiamo di contrastare il fenomeno». Recentemente, a fine settembre, 6mila cipressi sono stati rubati in un vivaio di Piuvica. A inizio novembre 500 magnolie sono state trafugate da un vivaio di Ponte Buggianese. In questo periodo la vittima preferita è l’acero a foglia rossa. Coldiretti invita le aziende del settore a controllare ancora di più l’origine delle piante che acquistano, e a vigilare sulle piantumazioni fatte.
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