Gioco
Esortò sul web a investire i ciclisti, il tribunale lo assolve: non è reato
La frase: «Investire un ciclista per educarne cento». Dura reazione dell’Associazione atleti professionisti, che farà ricorso
PISTOIA. Il tribunale di Pistoia ha assolto ieri il quarratino 43enne rinviato a giudizio per il reato di istigazione a delinquere. Su Facebook Denis Culmone aveva scritto «Investire un ciclista per educarne cento» commentando un articolo di giornale che, il 28 marzo 2018, dava la notizia di due ciclisti professionisti aggrediti e picchiati da un automobilista mentre si stavano allenando, in via Vecchia Fiorentina, a Quarrata. Il giudice ha mandato assolto l’uomo con la motivazione che «il fatto non costituisce reato».
A dare notizia della sentenza un duro comunicato dell’Associazione ciclisti professionisti italiani, costituitasi parte civile nel processo. E che ha subito annunciato la volontà di presentare ricorso, non appena saranno rese note le motivazioni della sentenza. Non solo. «Il processo civile continuerà – prosegue la nota dell’Associazione ciclisti professionisti – per rispettare la memoria di tutte le vittime della strada e per tutelare chiunque in questo Paese voglia muoversi usando la bicicletta. Mezzo il cui utilizzo dovrebbe essere incentivato e, invece, ancora una volta viene delegittimato e penalizzato. In Italia continuano a morire ogni giorno bambini e adulti, donne e uomini, studenti e lavoratori, ricchi e poveri, campioni e persone comuni, senza distinzione alcuna, perché la violenza stradale non accenna a fermarsi e quella verbale contro gli utenti deboli invece di essere punita continua ad essere considerata accettabile».
La decisione del tribunale di Pistoia è sicuramente destinata ad alimentare il dibattito, visti anche i recenti, tragici episodi di cronaca. Come la morte, il 30 novembre scorso, dell’ex campione Davide Rebellin, che all’età di 51 anni ha perso la vita in un incidente stradale nel Vicentino, urtato e travolto da un camion, mentre si stava allenando. Una morte che ha suscitato impressione e cordoglio anche nel Pistoiese, dove la passione per la bici è diffusissima ed è frequente incontrare per le strade gruppi di appassionati che si dedicano al loro sport preferito.
Culmone era stato rinviato a giudizio nel marzo scorso, dopo che – più di un anno prima – il giudice delle indagini preliminari di Pistoia aveva respinto l’iniziale richiesta di archiviazione presentata dalla procura della repubblica.
Motivando la decisione di respingere l’archiviazione, il giudice per le indagini preliminari sottolineò che il messaggio postato su Facebook dal quarratino, oltre a suonare come implicita approvazione dell’atto illecito compiuto dagli automobilisti che picchiarono i due ciclisti, poteva rappresentare un invito all’azione di eventuali altri “odiatori” della categoria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
