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Pistoia

La polemica

I festoni natalizi dividono: «La carrozza di Cenerentola? Un regalo per i bambini»

di Tiziana Gori
I festoni natalizi dividono: «La carrozza di Cenerentola? Un regalo per i bambini»

Fa discutere in città l’installazione alla Vergine del Gruppo Zelari a Pistoia. I detrattori: «Che c’entra col Natale?». Ma l’azienda replica: «Volevamo trasmettere un messaggio di gioia e speranza»

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PISTOIA. «Due anni fa la scelta cadde sugli orsi, lo scorso anno sulla stella cometa. Quest’anno sulla carrozza di Cenerentola». Gli orsi, animale molto amato dai bambini e simbolo di Pistoia. La stella cometa, simbolo della tradizione religiosa cristiana conosciuto a tutte le latitudini e ora un’incursione nelle favole e nel “narratore pop” per eccellenza di queste: Walt Disney. La carrozza coi cavalli è riprodotta fedelmente da Cenerentola e una Trilli sbarazzina sembra aver fluttuato nell’aere direttamente dall’Isola che non c’è di Peter Pan per spandere un po’ della sua polvere di stelle verso il cocchio di Cenerentola.

L’installazione del Gruppo Zelari – Euroambiente per il Natale 2022 all’interno della rotonda della Vergine sta facendo discutere. Pistoia, città delle polemiche, sembra aver trovato il trastullo natalizio. Da una parte i tradizionalisti cattolici, che sostanzialmente dicono “Che c’azzecca col Natale? ” dall’altra i “laici” che s’incantano davanti ai colori sgargianti delle luci perfettamente incastonate nell’intelaiatura e compiono più volte il giro della rotonda per ammirare l’installazione. Ecco, al di là di confronti più o meno puerili sul tema, forse l’unica vera raccomandazione da dare è proprio quella di non tentare attraversamenti avventati della rotonda per andare a farsi selfie. Sembra che alcuni ci siano stati. Non è il caso.

Da noi contattato, il Gruppo Zelari, risponde pacatamente e con molto equilibrio per voce del responsabile del progetto, Luca Inzaina. Il Gruppo Zelari, con sede a Chiazzano, è stato fondato nel 1953 da Renzo (scomparso nel 1998) e Lidiano (scomparso nel 2019). Il Gruppo è gestito attualmente dai fratelli Andrea e Stefano Zelari. L’azienda vivaistica ha in gestione la manutenzione ordinaria della rotonda e delle piante che vi si trovano, e si occupa degli allestimenti natalizi (per i quali vi deve essere comunque un confronto preventivo con il Comune).

Il dottor Inzaina, responsabile dell’ufficio ingegneria di offerta di Euroambiente, spiega com’è nata il progetto della riproduzione disneyana della carrozza di Cenerentola. «L’idea era quella di fare qualcosa per più persone possibili. Le favole sono universali, non sono legate specificamente a una cultura o a una tradizione. Abbiamo scelto di commissionare questo lavoro per trasmettere un messaggio di positività, di allegria. Si tratta di una scelta – afferma – fatta consapevolmente dalla famiglia Zelari, cattolica e legata alla tradizione cattolica. Allo stesso tempo il Natale è un inno alla gioia e alla speranza. Il pensiero è andato ai due anni di pandemia, all’incertezza e ai sacrifici fatti. È andato ai bambini».

È pensando a loro che il Gruppo Zelari ha commissionato all’azienda dell’aglianese Giancarlo Romiti, specializzata in arte topiaria, la realizzazione della carrozza coi cavalli e della fatina con la bacchetta magica: «La parte di carrozza – spiega Inzaina – è lunga 15 metri per circa 3 metri e mezzo di altezza. I cavalli sono a grandezza naturale. Le luci sono a led, a basso consumo energetico. Non essendo presente un dispositivo crepuscolare di controllo l’installazione resta illuminata tutta la notte, come abbiamo comunicato al Comune».

È proprio sull’opportunità di dare “il via libera” a un progetto così poco tradizionalmente cattolico che si è innescata la polemica social. Tra chi si è espresso in maniera contraria al progetto il giornalista Mauro Banchini («A chi diavolo è venuto in mente di celebrare questo Natale puntando sul pre-femminista mito di Cenerentola? ») e il direttore di Tvl Luigi Bardelli, che ne parlerà nella trasmissione “Canto al Balì” di domani sera. In un post su Facebook Bardelli però stempera (in parte) i toni: «Confesso che ho un po’ strumentalizzato la vicenda per parlare della piega consumistica che ha preso il Natale. La storia della carrozza è il minimo. Anzi, ha il pregio di farci ragionare e discutere, e sono convinto che i primi a esserne felici saranno proprio i vivaisti che hanno proposto i cavalli e la carrozza».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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