Il Tirreno

Pistoia

Lutto

Addio a Floriano Frosetti, storico sindacalista e dirigente della sinistra

di Fabio Calamati
Addio a Floriano Frosetti, storico sindacalista e dirigente della sinistra

È scomparso all’età di 85 anni. Era malato da molto tempo. In tanti per l’ultimo saluto al San Jacopo

4 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Tra i primi a darne notizia sui social è stato, ieri mattina attorno alle 10, Valter Bartolini, come lui storico militante della Fiom Cgil e oggi dirigente della Croce verde. Poche parole, che hanno dato il via a una ondata di incredulità e cordoglio.«Questa notte – ha scritto Bartolini – ci ha lasciato Floriano Frosetti, storico dirigente della Fiom e della sinistra pistoiese, un caro amico e maestro».

Floriano Frosetti, 85 anni, era malato da tempo. Ma le due condizioni sono improvvisamente peggiorate negli ultimi giorni, tanto da consigliarne il ricovero all’ospedale San Jacopo. Ed è qui che, poco dopo la mezzanotte tra domenica e lunedì, Frosetti si è spento. La notizia, come detto, ha suscitato una grande ondata di cordoglio in città, dove era molto conosciuto sia nella sua veste di operaio Breda e sindacalista, sia in quella di esponente politico prima del Pci, quindi di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani, sia infine come amministratore di lungo corso, sia in Comune che in Provincia.

La salma è stata esposta dal pomeriggio alle cappelle del commiato dell’ospedale San Jacopo, dove tanti sono stati gli amici più stretti e i semplici conoscenti che hanno voluto rendergli un ultimo saluto. La famiglia ha fatto sapere che non vi saranno cerimonie funebri. Floriano Frosetti lascia la moglie Silvana e la figlia Daniela.

L’inizio dell’impegno pubblico di Floriano Frosetti risale agli anni Ottanta, all’interno di quella che allora si chiamava Breda Costruzioni Ferroviarie, come delegato Fiom. Sindacato del quale, più tardi, fu anche segretario provinciale. Di quell’epoca ha parlato su Facebook con parole significative Paolo Bruni, anch’egli dipendente dell’azienda ferroviaria di via Ciliegiole, poi dirigente Pds e Pd. «Floriano – ha scritto Bruni – ha rivestito molti ruoli importanti nella sua vita, ma credo di non sbagliare nel pensare che quello che più lo ha rappresentato sia stato l’essere sindacalista. Essere sindacalista… non fare il sindacalista. Quando, negli anni ottanta, lo vedevo passare tra i corridoi della Breda, in bicicletta e con la sua borsa degli attrezzi… fermarsi a chiacchierare qualche minuto con un gruppetto di operai… e, ancor più, quando lo ascoltavo intervenire nelle partecipatissime assemblee alla mensa».

Nel 1994 Frosetti, divenuto militante di Rifondazione comunista, viene eletto in consiglio comunale a Pistoia per la prima volta. Un mandato che riconquisterà nel 1998 e fino al 2002. Ma proprio all’inizio di quella consiliatura decide di abbandonare Rifondazione, aderendo ai Comunisti italiani. Nel marzo 2000 viene chiamato dall’allora presidente della Provincia Gianfranco Venturi a far parte della giunta provinciale, dove si occuperà in particolare di sport.

Tra le sue iniziative più rilevanti, in questa fase, va citato senz’altro la creazione del cosiddetto “quarto traguardo” della corsa podistica Pistoia Abetone, riservato agli atleti diversamente abili.

Nel 2010 è parte integrante del gruppo dirigente dei Comunisti italiani che abbandona il partito per dare vita all’esperienza dei Comunisti per Pistoia. Con lui, tra gli altri, c’era Marco Vettori, anch’egli prima sindacalista Breda e poi consigliere comunale, con cui Frosetti condivise – fin dall’inizio – la battaglia per i diritti dei lavoratori esposti all’amianto.

Negli ultimi anni Frosetti aveva diradato i suoi impegni pubblici, a causa anche delle condizioni di salute che andavano peggiorando. Ma la notizia della sua morte, comunque, ha colto di sorpresa molti conoscenti.

Moltissimi i ricordi e le testimonianze pubblicate ieri. Tra queste, particolarmente toccanti le parole di Simona Pallini, funzionaria all’assessorato allo sport in Provincia. «ora posso solo dire che sono più sola…no…tutti noi siamo più soli: perché il vuoto che ci lasci è enorme e supera l’affetto personale: è un vuoto di pensiero e di comunità. Quella comunità di persone che ti ha incontrato, per qualche motivo, nella sua vita, quello su cui hai lasciato un segno con la tua passione, la tua umanità dolce, la tua intelligenza e il tuo rigore intellettuale».

Lo ricordano anche i dirigenti del circolo Arci di Capostrada, di cui Frosetti fu presidente dal 1998 al 2018. «Con la morte di Floriano Frosetti perdiamo una figura luminosa e un riferimento per la sinistra pistoiese dal punto di vista sociale, politico e sindacale. Le battaglie che per decenni Floriano ha portato avanti al fianco dei più deboli sono state l’esempio tangibile di un impegno che non è mai venuto meno, in un percorso che ha sempre visto il bene comune venire al primo posto».




 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini