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Produzione, segno più grazie a tessile e calzature

La crescita del settore tessile in provincia di Pistoia è stata del 5,3% nel terzo trimestre di quest’anno
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La crescita del settore tessile in provincia di Pistoia è stata del 5,3% nel terzo trimestre di quest’anno

Continua la ripresa economica in provincia di Pistoia

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PISTOIA. Continua anche nel terzo trimestre 2022 la serie positiva della produzione manifatturiera di Pistoia, Lucca e Prato, iniziata ad aprile-giugno 2021 con la prima impennata dopo la fase più acuta della pandemia. È quanto emerge dalle rilevazioni del Centro studi di Confindustria Toscana Nord: l’incremento complessivo a +2,5% rispetto al 3° trimestre 2021 è particolarmente significativo nel confronto col dato italiano, che è, sia pur di poco (-0, 6%), in territorio negativo.

A generare questo buon risultato contribuisce in maniera decisiva il settore moda, con +4,9%; ancora migliori, ma su volumi complessivi di produzione nettamente più contenuti, i risultati dell’alimentare, a quota +7,6%. Netto segno positivo anche per i mezzi di trasporto (+4,7%), la chimica-plastica (+4%), la metallurgia (+3,6%) e, in misura limitata, la produzione di macchine (+0,4%).

Segno meno invece per il mobile (-4%), le lavorazioni non metallifere (lapideo, vetro, materiali da costruzione, che segnano complessivamente -1,7%) e il cartario (-1,5%).

In definitiva, per il manifatturiero la media indice destagionalizzato della produzione dei 9 mesi gennaio-settembre 2022 sullo stesso periodo del 2019 (quindi l’ultimo corrispondente pre-pandemia) segna un -2,6%.

«Per l’area complessiva di riferimento della nostra associazione i risultati del 3° trimestre 2022 sono stati forse superiori alle aspettative – commenta il presidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini – Un dato che non può che farci piacere ma che comunque non autorizza visioni troppo ottimistiche. Nelle nostre rilevazioni chiediamo anche una previsione per la produzione del trimestre successivo e questa volta la prevalenza del segno meno è stata netta. I fattori che hanno ispirato queste risposte sono intuibili: oltre alle specificità di alcuni importanti settori presenti nel nostro territorio, soprattutto problemi generali quali la perdurante incertezza sul piano geopolitico, le tensioni ancora alte sui costi energetici, l’inflazione che comprime i consumi, l’aumento dei tassi di interesse. I prossimi mesi non saranno facili, ne siamo consapevoli; bene comunque che il manifatturiero di Lucca, Pistoia e Prato possa affrontarli da una posizione di relativa forza».

«Per quanto riguarda la situazione specifica di Pistoia – continua Matteini – osserviamo una buona performance di un settore tipico della nostra provincia come le calzature (+4,6%) e del tessile, allineato con quello che avviene nella vicina Prato (+5,3%); positive anche chimica (+1,7%) e carta (+5%). Picco negativo invece per il settore alimentare (-6%). Tuttavia cogliamo come buono il segnale delle previsioni di crescita tanto verso l’estero che verso l’Italia che la rilevazione indica. Negativa stavolta la meccanica (-3,4%), settore relativamente al quale la rilevazione ha, come detto più volte, un valore meramente indicativo, trattandosi di produzioni che abbisognano di cicli mediamente lunghi di lavorazione; anche su questa, un segno più per le previsioni, ma soltanto negli ordini esteri (14%).

«Perde il mobile (-4,6%) – prosegue Matteini – forse a causa della cessata spinta verso il rinnovamento degli arredi durante il periodo di lockdown. In una fase così turbolenta, di cui non si vede bene l’esito, la produzione manifatturiera nel suo complesso a Pistoia regge, attestandosi a 0,1%: purtroppo alla lunga tenere non basterà più, il territorio ha bisogno di rimettersi a crescere per garantire solidità alla propria economia».
 

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