Il Tirreno

Pistoia

«Licenziati e riassunti? No, grazie» Sciopero Fim dei lavoratori Rustici

di Giancarlo Fioretti
«Licenziati e  riassunti? No, grazie» Sciopero Fim dei lavoratori Rustici

Contro il passaggio di 36 dipendenti a un’altra azienda dell’indotto Hitachi

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PISTOIA. Le linee di produzione di Hitachi, ieri, hanno dovuto rallentare. Lo sciopero dei dipendenti della Rustici-Meta, addetti alla pavimentazione dei convogli, ha infatti condizionato la capacità produttiva dello stabilimento ferroviario, anche perché molti dipendenti Hitachi si sono uniti alla sospensione dal lavoro per otto ore dei loro colleghi.

Il motivo di questo sciopero, che ha visto la partecipazione di 30 dipendenti della Rustici su 36 impegnati nello stabilimento, va ricercato nella comunicazione dei vertici aziendali della Rustici–Meta di essere a un passo dalla fine del rapporto con Hitachi e dalla conseguente cessione in blocco dei 36 dipendenti che lavorano “distaccati” nello stabilimento di via Ciliegiole alla genovese Ph Facility, già presente in Hitachi nel settore delle pulizie ma un cui ramo d'azienda chsi occupa appunto di metalmeccanica.

Fuori dai cancelli della fabbrica, tuttavia, nessuna bandiera della Fiom Cgil, che ha revocato nei giorni scorsi l’adesione allo sciopero. In vista solo i vessilli biancoverdi delle Fim Cisl, cui faceva compagnia una bandiera della Uilm che, pur non essendo presente nell'Rsu della Rustici, non ha voluto far mancare il suo appoggio allo sciopero.

«Gli accordi che riguardano i lavoratori – afferma Yuri Citera, segretario territoriale della Fim Cisl – devono stipularli gli imprenditori con le organizzazioni sindacali, non certo i datori di lavoro fra loro. La dirigenza di Rustici Meta ci ha comunicato la sua intenzione di procedere a un disimpegno totale per il 31 dicembre prossimo, non ricorrendo ad alcun tipo di confronto sindacale ma anzi avallando un modo di procedere che mette a rischio i diritti acquisiti dei lavoratori».

Ciò che suscita i dubbi maggiori da parte della Fim Cisl è la modalità di approdo al nuovo soggetto. «I lavoratori – fa notare Toni Raimondo, Rsu di Rustici – dovrebbero accettare il licenziamento per poi essere riassunti dalla Ph Facility. Ora, così facendo, tutti perderebbero i loro diritti acquisti soprattutto per ciò che concerne gli scatti di anzianità. Inoltre, pur sapendo che il luogo di lavoro sarà sempre l'Hitachi, nessuno ci ha fatto una comunicazione in proposito ne’ se l'è sentita di garantire ancora riguardo all'applicazione integrale del contratto dei metalmeccanici, visto che in teoria la controparte potrebbe anche proporre quello delle società multiservizi, molto meno capiente in fatto di tutele». A rischiare totalmente il posto sono poi i lavoratori che, pur lavorando in azienda con la tuta blu di Rustici, sono in realtà assunti dalle agenzie di lavoro interinale. «In tutto sono in dieci a trovarsi in questa situazione – afferma Simone Dell' Omodarme, della Felsa Cisl Toscana, che raggruppa i lavoratori atipici – e in un frangente come questo sono proprio loro a rischiare più di tutti. Non vorremmo infatti che questi lavoratori precari non rientrino nei piani dell'azienda che subentrerà. Per questo, al tavolo di trattativa di cui noi della Cisl auspichiamo una veloce apertura, ci sarà anche la Felsa, proprio per evitare che le ristrutturazioni aziendali ricadano sempre e comunque sulle spalle dei più deboli».


 

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