La manifestazione
Bando deserto per la gestione dei migranti, Firenze: «Su Vicofaro, la Regione c’è»
In prefettura l’incontro con il sindaco Tomasi, il vescovo e le forze dell’ordine. Ciuoffo e Spinelli: ci impegniamo per trovare una soluzione alla questione migranti
PISTOIA. Se dopo il bando andato deserto nell’ottobre del 2021, con nessuna realtà del terzo settore interessata a gestire i 150 migranti di Vicofaro per cinque mesi, la Regione aveva affermato di non essere intenzionata a preparare un secondo bando e che andava potenziato il Sistema nazionale di accoglienza, la parola d’ordine che esce dall’incontro in prefettura di giovedì è: «Ci siamo». «La Regione s’impegnerà per trovare una soluzione al problema migranti di Vicofaro», affermano Stefano Ciuoffo, assessore all’immigrazione, e Serena Spinelli, assessora al welfare.
«È stato un vertice di livello istituzionale», tiene a precisare il vicario del prefetto, Davide Garra, riferendosi all’incontro che si è tenuto giovedì pomeriggio, con la prefetto Licia Donatella Messina a fare da padrona di casa nella sala riunioni della prefettura di via Pertini e tutte le parti interessate alla questione Vicofaro convenute per «un punto della situazione». Tutte meno don Biancalani, che stamani sarà informato dal vescovo Fausto Tardelli.
Don Massimo ha più volte ripetuto, nelle ultime settimane, dopo i recenti episodi di rissa e pestaggi da parte di alcuni migranti (due dei quali tratti in arresto) e l’annuncio della nascita di un comitato da parte dei residenti, di essere stato lasciato solo dalle istituzioni.
Ha definito le istituzioni «assenti e inadempienti» rispetto all’ordinanza dell’ottobre 2020 emanata dall’allora presidente della Regione Enrico Rossi, che riconosceva la necessità di decongestionare Vicofaro garantendo al contempo «risorse alla parrocchia».
Un’ordinanza del dirigente dell’ufficio urbanistica del Comune datata 20 ottobre dichiara «inagibili» i locali «situati nel complesso di Santa Maria Maggiore in Vicofaro, in via Santa Maria Maggiore 71-74» (cioè la canonica e gli altri spazi della parrocchia) con conseguente «inibizione dell’utilizzo». Sono circa 150 i migranti che affollano la chiesa e la canonica nelle ore notturne. In misura minore durante il giorno, quando parte di loro si dirige verso i luoghi di lavoro. Anche se, spesso, lavori al nero o sottopagati nel Macrolotto pratese.
«La Regione – spiegano Ciuoffo e Spinelli – aveva avanzato alla prefettura di Pistoia la richiesta di un incontro istituzionale su Vicofaro». Non potevano mancare i rappresentanti delle forze dell’ordine, il sindaco Alessandro Tomasi e il vescovo Fausto Tardelli. Silenzio dagli ultimi due su quanto emerso, anche se dalla prefettura si ribadisce che non è stato un incontro volto a trovare soluzioni (non ancora) ma un punto della situazione sugli ultimi mesi a Vicofaro. Soprattutto alla luce dell’ordinanza comunale di inagibilità.
«Basta una Scia in cui il parroco dichiari la volontà di adempiere alle richieste del Comune e l’ordinanza decade», ricorda Garra. Ma don Massimo ha fatto sapere attraverso i propri legali di voler contestare il provvedimento davanti al Tar. Ecco che il ruolo di quelle istituzioni, da lui definite assenti, diventa fondamentale. E la Regione sembra voler riprendere in mano la situazione: «Nell’interesse dei migranti e della comunità».
Il prefetto ha offerto un “terreno d’incontro” in via Pertini, da usare per capire come affrontare il nodo migranti.
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